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Pieno di profitti per le Poste

di Daniele Lepido

Sempre più banca e assicurazione, senza dimenticare il vecchio recapito che risente, almeno un po', della crisi. Posteitaliane archiviano un 2010 complessivamente positivo, con all'orizzonte alcuni importanti cambiamenti di governance, primo fra tutti l'atteso "scorporo" di Bancoposta entro il 30 giugno prossimo, già previsto da un emendamento al decreto milleproroghe, che dovrebbe permettere al "Banco" di fare storia a sè con una contabilità separata. Sullo sfondo, ma neanche troppo, la "guerra" sulle liberalizzazioni postali e la richiesta, da parte di Antitrust e Agcom, di un'Authority il più possibile indipendente che vigili sulla competitività del settore al posto di un'agenzia legata al ministero dello Sviluppo economico, «scelta operata dal governo non in linea con le migliori pratiche in termini di concorrenza regolatoria», aveva tuonato a gennaio Antonio Catricalà, presidente dell'Agcm.

Intanto il gruppo guidato da Massimo Sarmi archivia un 2010 con il segno più: i ricavi salgono a 21,8 miliardi (+8,7% sul 2009), il risultato operativo raggiunge i 1.870 milioni (+16,9%) e l'utile netto consolidato oltrepassa la soglia del miliardo di euro (1.018 milioni, quasi +13 per cento).

«I segni tutti positivi del bilancio e la crescita significativa degli utili – ha dichiarato Massimo Sarmi, amministratore delegato di Posteitaliane – ci dicono che il gruppo ha lavorato molto bene anche in un anno difficile come il 2010, e nonostante il progressivo calo dei volumi postali, grazie alla sua capacità di lanciare sempre prodotti e servizi innovativi. Un anno nel quale le Poste hanno assunto una dimensione internazionale autorevole che ci vede advisor di molti paesi del bacino mediterraneo e dell'Est europeo per lo sviluppo tecnologico di quelle reti logistico-postali e per l'introduzione di servizi finanziari e di comunicazione digitale di cui siamo leader in Europa».

A mettere il turbo ai conti è stata la performance dei servizi assicurativi che, con una raccolta premi di 9,5 miliardi di euro, contro i 7,1 miliardi del 2009, ha messo a segno una crescita del 34 per cento. Nei primi nove mesi di attività Poste Assicura, la compagnia assicurativa Danni operativa dal 1° aprile 2010, ha venduto 179mila polizze e la raccolta complessiva, distribuita tra le diverse linee di prodotto, è stata di 24,7 milioni di euro.

Più in generale i servizi finanziari presentano una lieve riduzione pari allo 0,4% (-18 milioni di euro) rispetto al 2009, esercizio finanziario che però aveva beneficiato di un volume «eccezionale» di raccolta del risparmio postale, dovuto in modo particolare al collocamento di buoni fruttiferi postali e alla raccolta sui libretti postali per conto della Cassa depositi e prestiti. Positivi anche i risultati dei ricavi da conti correnti (2,6 miliardi, +1,7%) grazie ai maggiori proventi derivanti dall'impiego della raccolta (+4,2%), che crescono sia per effetto dell'aumento del 3,5% della giacenza media (34,7 miliardi di euro del 2009 contro 35,9 miliardi di euro del 2010), sia per effetto della gestione degli impieghi in titoli provenienti dalla raccolta effettuata su conti correnti postali presso la clientela privata. Significativo, poi, l'incremento delle carte prepagate Postepay (6,8 milioni), che segna un +21,5%.

In flessione, invece, i servizi postali, calati del 3,1% e che riflette – secondo l'azienda – gli effetti del progressivo calo dei volumi di mercato. «Un fenomeno comune a tutte le economie sviluppate – spiega Sarmi – determinato dalla progressiva sostituzione della corrispondenza cartacea con forme di comunicazione digitale via internet, dall'impatto recessivo su un mercato ormai maturo e dal processo di liberalizzazione del settore postale».

Infine la telefonia, servizio che ha raggiunto il pareggio di bilancio: nel 2010 PosteMobile (tecnicamente si tratta di un operatore mobile virtuale), con due milioni di sim vendute, ha portato a casa un risultato operativo positivo per circa 9,5 milioni di euro, con un incremento del 218,5% rispetto al 2009, quando la perdita operativa era stata di 8 milioni di euro.

 

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