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Pieno di esenzioni

Un paese pieno di eccezioni. O meglio di esenzioni (fiscali). Quali quelle sulle tasse sulle concessioni governative per gli adempimenti legati ai partiti politici, sui bolli per atti relativi ai procedimenti in materia penale o di pubblica sicurezza. Fino ad arrivare all’esenzione da qualsiasi tassa e imposta indiretta (che riguarda per esempio i risarcimenti per le vittime della strada). Ma anche il paese dei crediti d’imposta: uno per incentivare la lettura, uno per girare spot pubblicitari in particolari regioni e un altro per i produttori indipendenti di audiovisivi. E poi riduzioni di accise sulla benzina per la pesca, i trasporti ferroviari, il volo e l’estrazione del magnesio dal mare…

Sono queste alcune delle voci «pescate» fior da fiore alla voce agevolazioni fiscali nelle tabelle allegate alla legge del Bilancio 2016, che rappresentano la mappa delle 296 tax expenditure vigenti oggi in Italia (si veda ItaliaOggi del 3/11/2015).

Esenzioni

Le esenzioni sono le misure più diffuse: 106, quasi tutte a regime e cioè previste in maniera permanente. Gli obiettivi perseguiti, alla base della scelta di mantenere questi regimi per così dire di favore rispetto agli altri contribuenti, sono sociali. Ne beneficiano soprattutto Onlus, partiti politici, associazioni sportive, particolari categorie come le vittime della strada ma anche i risparmiatori, come nel caso dell’esenzione dall’imposta di bollo per i libretti postali di risparmio. Esiste anche un’esenzione dell’imposta di bollo per atti relativi alla beneficenza e alle persone non abbienti. In questo caso la perdita di gettito è calcolata in 500 mila euro l’anno.

Crediti d’imposta

È l’arte a fare incetta di crediti d’imposta (che in totale sono una trentina). Si parte dal credito di imposta per gli esercenti le sale cinematografiche; si prosegue con il credito di imposta per gli investimenti in campagne pubblicitarie localizzate in determinate aree del paese. Le due misure sono cosa ben diversa dal più generale credito di imposta finalizzato allo sviluppo delle attività cinematografiche. Strumento, questo, che aiuta il cinema non solo in Italia ma in moltissimi altri paesi. Dalla macro voce è stata ricavata una sotto categoria per il cinema indipendente. Esiste infatti un credito di imposta anche per i produttori indipendenti di opere audiovisive.

I costi, nei due casi, sono: per il tax credit del cinema 70 milioni l’anno; per il cinema indipendente 45 milioni l’anno. Nel campo artistico spiccano poi il credito di imposta per la diffusione della lettura, che ha come obiettivo di «favorire la diffusione della lettura». E il credito di imposta per la promozione della musica dei nuovi talenti, che finanzia programmi esistenti almeno dal 1° gennaio 2012.

Ci sono anche dei crediti d’imposta 2.0. Per esempio per quelle imprese e professionisti che si dotano di un computer predisposto con un software per il dialogo con l’Agenzia delle entrate o più precisamente, come riporta la dicitura legislativa: credito di imposta per l’acquisto di personale computer corredati di accessori idonei da utilizzare per la connessione con il sistema informativo dell’Agenzia delle entrate.

Riduzione di accise

Il campo degli sconti sulle accise sconfina nel settore esenzioni. Di 26 misure di questa natura, infatti, 20 rientrano nel settore esenzione mentre sei sono rubricate come riduzione di accisa pura.

Si va dal gasolio e Gpl impiegati per il riscaldamento di aree geograficamente svantaggiate come zone montane, Sardegna e isole minori, alle riduzioni di gasolio per l’autotrasporto merci e passeggeri. Si passa poi alle esenzioni di accisa per quanto riguarda l’energia elettrica nelle ferrovie, finalizzata alla riduzione dei costi relativi al trasporto ferroviario; alla riduzione dell’accisa per carburante per la navigazione aerea diversa dall’aviazione privata e per i voli didattici; per finire all’esenzione dell’accisa sui prodotti energetici impiegati per la produzione di magnesio da acqua di mare.

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