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Piccoli reati, multe abnormi

Colte con le mani nella marmellata. La battuta è fin troppo ovvia. Ma il contesto è serio, serissimo. Ed è il risultato di un groviglio di leggi, della segnalazione di un consigliere comunale e delle indagini che hanno portato a un esito paradossale: 1.032 euro di multa a un gruppo di mamme «colpevoli» di aver spalmato la conserva sulle fette biscottate per aiutare l’unico gestore di un chiosco preso d’assalto da 200 bimbi affamati. Secondo la legge per svolgere quella semplice attività (distribuire l’alimento) le donne avrebbero dovuto prima pagare 150 euro per la «Segnalazione certificata di inizio attività».

Il fatto — accaduto nel settembre 2016 a Lallio (Bergamo) e reso pubblico da poco — è solo l’ultimo di una lunga serie in cui l’incrocio tra leggi e piccoli fatti quotidiani produce esiti bizzarri. Chiedere alla maestra di Bologna che s’è presa una multa da 65 euro perché secondo il controllore aveva impiegato troppo tempo tra la salita sul bus e il momento della timbratura. Peccato che lei avesse appena finito di far sedere 20 alunni. Oppure a una mamma bresciana sanzionata per atti osceni in luogo pubblico. Di «osceno» c’era l’allattamento in un parco. Il verbale è stato poi annullato.

Nemmeno la bontà, a dire il vero, fa sempre breccia. Ne sa qualcosa un salumiere di Marigliano (Napoli): dopo aver offerto un panino a un invalido indigente si è ritrovato con un verbale per non aver emesso lo scontrino. Più a Nord un fruttivendolo di Torri del Benaco, sul lago di Garda, è stato multato per occupazione abusiva di suolo pubblico. Aveva messo due ciotole per dissetare gli animali in giorni molto afosi. Fatto ancora più incredibile a Milano. «Vittima» Celia Prada, operatrice ecologica, che ha lasciato il furgoncino in divieto di sosta per soccorrere un 55enne investito. Mentre lei salvava l’uomo, la polizia locale staccava la contravvenzione.

E che dire di Massimo Caravaggio, sindaco di Gombito (Cremona), che per far risparmiare al Comune s’era messo a potare gli alberi «però senza rispettare le misure di sicurezza», ha stabilito l’Asl. Tremila euro di multa, da pagare di tasca sua. Meno degli 11.250 euro comminati, poco lontano, a un pensionato con l’Alzheimer scoperto nel 2010 con una salsiccia da 1,76 euro non pagata. All’uomo (allora 79enne) era stata attribuita anche «l’aggravante della destrezza».

E chissà a quanto avrebbero condannato lo studente di Moncalieri, multato per 5.176 euro per aver venduto merendine a scuola. Almeno lui qualcosa di buono l’ha avuto: una borsa di studio e l’avvio di un percorso per aprire una start-up. Non è dato sapere se nel commercio delle brioches .

Leonard Berberi

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