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Picasso, Modigliani, Chagall il ritorno delle aste da record

di Stefano Bucci

 

Non sembra certo davvero un caso se questi, per le case d’asta, saranno giorni di grandi record. Visto che Clarice Pecori Giraldi, amministratore generale di Christie’s Italia, parla «di un anno già di per sé eccezionale, di un trend ancora più positivo rispetto a quello già notevole registrato nel 2007 e del frutto delle scelte di collezionisti ormai sempre più attenti e competenti» . E visto che, sull’altra sponda, Wanda Rotelli di Sotheby’s, oltre a confermare questo annus mirabilis, assicura che «se il mercato si è certo ridotto come numeri di lotti, al contrario la qualità di quello che viene messo in vendita è cresciuta in maniera esponenziale» . A caccia di nuovi record (e dopo le belle vendite di «opere classiche» come Perin del Vaga e la Sacra Conversazione del Tiziano) oggi, domani e dopodomani le due maggiori case d’aste del mondo si sfideranno, per l’ennesima volta, a colpi di Guinness. Comincia oggi Sotheby’s, a Londra, dove andrà in vendita, accanto a una delle quattro Idee del cavaliere di Marino Marini (una delle copie è al milanese Museo del Novecento), La Lecture dipinta da Pablo Picasso nel 1932 (tecnicamente si tratta della giovane musa-amante del pittore Marie Therese Walter, raffigurata seminuda e assopita, con in grembo un libro aperto): la stima di partenza è 18,6 milioni di dollari, ma ci si aspetta molto di più, anche perché qualcuno ricorda come sempre di Picasso sia il record assoluto per un’opera d’arte mai venduta, quel Nudo, foglie, verdi e busto battuto nello scorso maggio per 106 milioni di dollari (da Christie’s) a New York. Ci sono così meno capolavori che vanno all’asta: «Se un tempo in una grande vendita potevano essercene in media sui 350 oggi ce ne sono solo 75 — spiega Rotelli —. Non è però un caso, è stata una nostra scelta già dal 2007» . Eppure il mercato sembra non conoscere crisi apparente, anzi tutt’altro: «Di cose belle ce ne sono meno, ma i collezionisti sono disposti a pagare molto di più» assicura Pecori Giraldi che sottolinea come tra i record «oggi non compaiono tanto Koons o Cattelan, quanto Magritte, Picasso, Modigliani con la sua strepitosa Testa andata all’asta a Parigi e che potrebbe essere il simbolo di questo bel momento» . È seguendo questo trend che domani da Christie’s, ancora una volta da Londra, sarà battuta la Nature morte á l’Esperance, quadro-tributo di Paul Gauguin a Vincent Van Gogh (dipinto a Tahiti nel 1901 e che non viene mostrato in pubblico da oltre 22 anni), stima 11,3 milioni di dollari; anche in questo caso le attese sono comunque più elevate. Nella stessa sessione oltretutto (da Christie’s) si ritroveranno (in ordine sparso) anche L’aimant di Magritte (8,9 milioni di dollari), i Bateaux a Collioure di Andre Derain (6,5-9,7 milioni di dollari), la Testa di donna con cappello sempre di Picasso (4,5 milioni di dollari), Il cavallo verde di Chagall (1,8 milioni di dollari), la Terrazza a Vernon di Bonnard (64 milioni di dollari), otto «lavori» (punti e farfalle) di Damien Hirst per 1,8 milioni di dollari, lo strano Las Llamas, llaman di Dalì (6,4 milioni di dollari) mentre Sotheby’s replicherà, a proposito sempre di Dalì, con il Ritratto di Paul Eluard, stimato 8 milioni di dollari. Gli analisti hanno già individuato tutta una serie di tendenze: certi settori (ad esempio i libri) sembrano in crisi; gli emiri del Qatar potrebbero essere interessati all’acquisto delle grandi case d’aste; all’orizzonte compaiono nomi nuovi come le cinesi Poly e Guardian, che conquisteranno quest’anno il terzo e quarto posto dietro a Christie’s e Sotheby’s; nelle offerte vince ormai la cosiddetta «fascia alta» ; i mercati solidi sono Medio Oriente, Russia, Emirati Arabi (più Cina e India); le grandi opere vengono comprate per arricchire musei privati. E intanto i record toccano anche gli «oggetti» : un Commode Chippendale per quasi sei milioni di dollari; un busto romano per 23,5; un marmo cicladico per 16,9 milioni; un libro di Audubon per 8,6. Ma questi giorni felici saranno ricordati anche per un’altra asta (da Sotheby’s giovedì): a Londra dove sarà venduta la bellissima collezione del ginevrino George Kosalitz: una sessantina tra sculture e quadri degni di un museo. Da Dalì a Modigliani, da Chagall a Klee, da Giacometti a Calder, da Bacon fino a Freud. Il tutto per non meno di 64 milioni di dollari.

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