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Piazza Affari vola dopo il voto

La vigilia del voto è stata vissuta con una certa apprensione sui mercati finanziari. Nelle ultime settimane azioni e bond italiani sono stati venduti sui mercati. In parte per la delusione legata al dato del Pil del primo trimestre (calato a sorpresa dello 0,1%) in parte per l’incertezza sull’esito di questa tornata elettorale. Incertezza alimentata anche da sondaggi che davano come probabile un risultato meno netto di quello che poi è stato. Nelle sale operative circolavano documenti che davano come scenari possibili un testa a testa tra il Pd e il Movimento 5 stelle. O addirittura una clamorosa affermazione di quest’ultimo. Esito potenzialmente traumatico per la maggioranza di governo e pertanto visto negativamente dai mercati, da sempre allergici all’instabilità politica. Quando però i risultati veri del voto hanno sconfessato sia le più incerte previsioni dei sondaggisti che le più rosee aspettative dello stesso Renzi i mercati sono stati costretti a una precipitosa inversione di marcia. Si inquadra così la giornata estremamente positiva di Piazza Affari. 
Banche in netto rialzo
Fin dai primi scambi i rendimenti dei BTp hanno registrato ribassi marcati su tutta la curva. Il tasso del titolo decennale, che dai minimi del 2,88% toccati a inizio mese era balzato fino al 3,3% nella settimana pre-voto, ieri è sceso fino al 3% mentre lo spread, che viaggiava a 180 punti base venerdì scorso, è sceso a 157 punti. Movimenti che hanno avuto un contraccolpo positivo sul settore bancario a Piazza Affari il cui andamento è fortemente correlato a quello dei titoli di Stato. L’indice Ftse Italia banche, che dai massimi di inizio aprile aveva bruciato circa il 13% del suo valore, ieri ha messo a segno un deciso ‘rimbalzo’ guadagnando il 5,01 per cento. Performance che ha fatto da volano all’intero listino milanese, da sempre a trazione fortemente finanziaria.
Milano migliore in Europa
Piazza Affari a fine seduta mostra un rialzo del 3,61 per cento. L’indice Ftse Mib ha chiuso a 21.493 punti. In una sola giornata il listino ha recuperato quanto perso dallo scorso 15 maggio, giorno in cui i dati deludenti sul Pil nel primo trimestre hanno fatto scattare gli storni su Borsa e titoli di Stato. Sostenuti i volumi di scambio in una giornata relativamente povera di liquidità a causa della chiusura della piazza di Londra (bank holiday) e di Wall Street per la festività del Memorial Day.
Con il rally di ieri la Borsa di Milano ha messo a segno la migliore performance tra le principali piazze europee. Madrid si è accodata mettendo a segno un rialzo dell’1,22% mentre Francoforte (+1,28%) ha festeggiato la tenuta della Cdu di Angela Merkel aggiornando il suo nuovo massimo storico per l’indice Dax 30 a 9.892 punti. Rialzi contenuti per il Cac 40 di Parigi (+0,75%) dopo la netta vittoria del Front National di Marine Le Pen che ha terremotato il centro-sinistra al governo.
Attesa per Draghi
Reazioni post-voto a parte, sullo sfondo rimane l’attesa per le mosse della Bce che giovedì prossimo (5 giugno) terrà il suo meeting mensile. Ieri il presidente Mario Draghi è tornato a parlare nel corso di un discorso a Lisbona sottolineando l’urgenza di fermare «la spirale negativa derivante dalla combinazione bassa inflazione, riduzione delle aspettative sui prezzi e contrazione del credito». Draghi ha sottolineato come, a oggi, il fattore chiave siano le tempistiche. Queste parole hanno alimentato le aspettative su un intervento forte della Bce giovedì prossimo indebolendo l’euro che ieri ha toccato un minimo di seduta a 1,3615 dollari, soglia che non vedeva da tre mesi a questa parte.
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