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Piazza Affari va in sofferenza

Giornata nera per molte banche quotate a Piazza Affari, trascinate al ribasso dal crollo del Credito valtellinese (si veda box) e dall’incertezza sul tema dei crediti deteriorati. L’indice Ftse Mib, in calo frazionale (-0,57% a 22.831 punti), è stato il peggiore in Europa. I cali sono stati più contenuti a Parigi (-0,23%), Londra (-0,22%) e Madrid (-0,13%), mentre Francoforte è terminata in controtendenza (+0,08%). A New York gli indici viaggiavano poco mossi, con il Dow Jones sul filo della parità e il Nasdaq +0,13%. Lo spread Btp-Bund è salito a 141.

A Piazza Affari giù Banco Bpm (-7,53%), B. Mps (-4,76%), Bper (-4,38%), Ubi B. (-2,96%) e Mediobanca (-0,10%). In progresso, invece, Intesa Sanpaolo (+0,28%) e Unicredit (+0,74%), considerate favorevolmente da Bruxelles e dagli analisti proprio sul fronte Npl.

Pesante Mediaset (-3,93%). Prysmian ha perso il 2,44% a 28,36 euro: Banca Akros ha ridotto la raccomandazione a neutral, con il prezzo obiettivo che passa da 28,5 a 29,5 euro. Gli analisti hanno tagliato il rating dopo la buona performance messa a segno dall’azione da inizio anno. In calo anche Telecom Italia (-1,41%).

In leggero progresso FinecoBank (+0,19% a 7,975 euro), su cui Kepler Cheuvreux ha alzato il target price da 8,5 a 8,8 euro, confermando il rating buy dopo la trimestrale. Acquisti anche per Italgas (+0,39%), B. Unicem (+1,97%) e Stm (+0,86%).

Nel resto del listino, in caduta libera Astaldi (-17,01%): Banca Akros resta prudente sul titolo, in vista della trimestrale, confermando la valutazione reduce. Male anche Maire T. (-9,95% a 4,254 euro): per diversi analisti il titolo, dopo una lunga serie positiva, è stato colpito da realizzi. Mediobanca Securities ha abbassato il giudizio a neutral, con l’obiettivo che migliora da 4,50 a 4,85 euro.

Nei cambi, l’euro è rimasto sotto 1,16 dollari chiudendo a 1,1592 dopo avere toccato il massimo a 1,1606. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in ribasso, con il Brent a 63,58 dollari (-11 centesimi) e il Wti poco sotto 57 dollari (-27 cent). Le scorte settimanali di petrolio negli Stati Uniti sono aumentate a sorpresa di 2,2 milioni di barili a 457,1 milioni, mentre gli analisti si aspettavano un calo di 2,4 milioni. Forte rimbalzo, invece, per l’oro che guadagnava 12 dollari a 1.287.

Massimo Galli

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