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Piazza Affari tenta il rimbalzo

Chiusura di seduta in lieve rialzo ieri per Piazza Affari, in linea con gli altri mercati europei. L’indice Ftse Mib ha terminato con un progresso dello 0,16% a 22.120 punti, All Share a +0,15%. Piazza Affari ha visto salire la quota fino a un massimo del +1% in una mattinata frizzante, prima del dietrofront nel pomeriggio. A dare la linea sono stati soprattutto i titoli bancari, in un clima positivo frutto delle notizie filtrate dalla vigilanza della Bce, secondo cui sulla questione Npl ci si starebbe orientando verso una strategia più soft e un approccio caso per caso.Secondo quanto reso noto da Borsa Italiana, il controvalore provvisorio degli scambi è stato pari a 2,538 mld euro, in aumento rispetto ai 2,395 mld di martedì.

Nel listino della borsa di Milano, bene i titoli bancari: Banco Bpm (+2,71%) che con l’ultima cessione ha completato il programma di riduzione di sofferenze; Bper è salita del 2,52%, Intesa dell’1,85%, Unicredit +2,77%, Ubi +2,29%, Mediobanca +2,14%, Intesa Sanpaolo (+1,85%).

In evidenza inoltre Recordati (+2,74%) con la conferma dell’esistenza di trattative con il fondo Cvc, interessato ad acquisire il controllo della società.

Nell’energia bene Italgas (+1,58%), con Eni -0,68%; Saipem sale dello 0,54%.

Giù Fca (-0,53%), Ferrari ha ceduto l’1,71%, Exor l’1,62% e Cnh oltre il 2%.

Giù Prysmian (-2,17%) e Leonardo (-1,05%).

Anche le principali borse europee hanno archiviato la seduta poco mosse. L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha archiviato le contrattazioni in rialzo dello 0,3% a quota 384,29 punti, grazie all’allentamento delle tensioni commerciali tra Usa e Cina. Il sentiment degli investitori, tuttavia, è ancora molto vulnerabile, in attesa delle contromisure che la Cina potrebbe adottare nel breve periodo.

Il Dax della Borsa di Francoforte ha chiuso a +0,1%, mentre il Ftse 100 della piazza finanziaria londinese ha guadagnato lo 0,3%, seguito dall’Ibex 35 di Madrid che ha terminato gli scambi a +0,3%. A sottoperformare la regione solo il Cac 40 di Parigi, che ha chiuso -0,3%.

Titolo peggiore a livello europeo quello di Berkeley, che ha perso il 6% dopo aver tagliato l’outlook sull’utile.

Lo spread Btp-Bund ha chiuso in calo rispetto a ieri (219) a 216,332 punti base. Euro in rialzo sul dollaro scambiato a 1,1578.

Sul listino milanese da segnalare Tim, stabile (-0,35%). La società punta a tornare «investment grade, ossia un livello decisamente positivo, entro la fine del prossimo anno», ha dichiarato l’a.d. Amos Genish nel corso di un incontro con la stampa. Il capo azienda ha spiegato che in tempi recenti si è incontrato con alcune tra le maggiori agenzie di rating sul mercato, mostrando i progressi fatti nell’esecuzione del piano digiTim e la disciplina, sia industriale sia finanziaria, con cui tale fase viene condotta. «Stiamo raggiungendo tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati».

Male S.Ferragamo (-8,44%) dopo che Ferragamo Finanziaria ha venduto circa 5,9 milioni di azioni ordinarie Salvatore Ferragamo, pari ad una quota del 3,5%, nell’ambito di un’operazione di accelerated bookbuilding offering riservato a investitori istituzionali.

Nel resto del listino in rally Assiteca (+11,25%), Servizi I. (+11,35%) e It Way (+11,16%).

In calo dello 0,21% Net Insurance che ha firmato con la Spac Archimede l’accordo quadro vincolante finalizzato alla realizzazione della business combination tra la Spac e la stessa Net Insurance. Obiettivo del progetto è la costruzione di una compagnia assicurativa «insurtech based». A seguito della fusione, Net Insurance supererà in misura significativa il 200% di Solvency Ratio. Tenendo conto della tempistica per l’ottenimento delle autorizzazioni Ivass, si prevede che le assemblee chiamate ad approvare l’operazione possano tenersi nel corso del quarto trimestre del 2018.

Riguardo il petrolio, c’è da registrare che le scorte settimanali di greggio Usa sono risultate pari a 426,527 mln di barili, in calo di 5,914 mln di barili rispetto alla settimana precedente. Il consenso si attendeva una discesa di soli 2,5 mln barili. Ieri il wti è stato trattato a 65,57 dollari al barile con una variazione dello 0,77% rispetto al giorno precedente), mentre il Brent a 74,62 dollari, in calo dello 0,61%. Intanto, il mercato del petrolio osserva con attenzione Vienna, dove stanno arrivando alla spicciolata i membri dell’Opec e i rappresentanti degli altri paesi produttori di petrolio, in vista del meeting di domani e sabato.

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