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Piazza Affari strappa al rialzo

Strappo al rialzo nelle fasi finali per Piazza Affari, miglior listino d’Europa. Il Ftse Mib ha chiuso in progresso dell’1,81% a 22.433 punti dopo essere arrivato a guadagnare fino a due punti percentuali. La borsa milanese era passata in territorio negativo dopo il dato sull’inflazione americana, cresciuta dello 0,5%, più del previsto, per poi recuperare e accelerare grazie alle ricoperture degli operatori.

Ciò significa che la prospettiva di una stretta monetaria della Fed, più forte di quanto stimato finora, non spaventa più i mercati dopo il crollo azionario di inizio mese a Wall Street. Intanto, però, la tensione si è spostata sull’obbligazionario: i rendimenti dei Treasury decennali Usa sono tornati poco sopra il 2,9%, avvicinandosi nuovamente alla soglia critica del 3%.

Nel resto del continente sono salite Francoforte (+1,17%), Parigi (+1,10%) e Londra (+0,64%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in rialzo rispettivamente dello 0,93 e dell’1,77%.

Lo spread Btp-Bund è terminato in calo di quasi tre punti a 130, con il rendimento del decennale tedesco in leggero aumento allo 0,76% e quello italiano in discesa di un punto al 2,06%. Il pil in Italia è aumentato dell’1,5% nel 2017, toccando il livello record dal 2010. «L’economia continua a crescere in vista delle elezioni del 4 marzo», commentano gli analisti di Morgan Stanley. «Il nostro scenario base di un parlamento senza maggioranza potrebbe portare alla continuità delle politiche attuali, mentre la vittoria del centrodestra potrebbe portare a una ripresa ciclica indotta dallo stimolo fiscale».

A Piazza Affari in luce Recordati (+4,90%). Anche Leonardo (+4,66%) ha effettuato un recupero dopo la discesa accusata recentemente. Ben comprata Atlantia (+3,79%). Su di giri i bancari: Bper +5,19%, B.Mps +4,53%, Banco Bpm +3,90%, Unicredit +2,82%, B.Carige +1,35%, Intesa Sanpaolo +0,86%, Ubi B. +0,75%. In controtendenza Mediobanca (-0,80%). Bene Enel (+2,71%) dopo i numeri relativi al 2017. Acquisti anche su Pirelli (+2,62% a 7,434 euro).

Nel resto del listino in gran spolvero Esprinet, che ha messo a segno un +12,18% grazie ai risultati di bilancio e alle stime per quest’anno. Giù, invece, Creval (-4,34%) in attesa del cda sui dettagli dell’aumento di capitale da 700 milioni. Profondo rosso per Juventus Fc (-8,58%) dopo il pareggio in casa contro il Tottenham in Champions League.

Nei cambi, l’euro ha chiuso in progresso dopo un’iniziale battuta d’arresto legata ai dati sull’inflazione americana: la moneta unica è stata scambiata a 1,2403 dopo un minimo di 1,2311. Per le materie prime, in forte rialzo l’oro, che guadagnava 19 dollari a 1.346.

Massimo Galli

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