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Piazza Affari spinta dalla maxi-liquidità Spread stabile a 309

La fame di rendimenti innescata dalla mossa espansiva della Bank of Japan non abbandona i mercati azionari e obbligazionari. In una giornata caratterizzata da scarsi spunti macroeconomici, gli acquisti hanno interessato infatti un po’ tutte le piazze europee e anche i titoli di Stato periferici. A beneficiarne, in particolare, è stata proprio Milano, che si è rivelata tra le migliori in Europa. Se il rialzo di Piazza Affari è stato dell’1,26%, Madrid è salita dell’1,1% mentre Londra ha guadagnato lo 0,58% e Parigi lo 0,11%. Solo Lisbona, che da giorni vive momenti di forte volatilità a causa dei possibili veti interni alle politiche di austerity, è riuscita a fare meglio del Ftse Mib, segnando un rialzo del 2,78%.
Il buon risultato del paniere principale della Borsa italiana è spiegato in particolare dall’intonazione positiva di Telecom (+3,83%, sulla scia delle indiscrezioni secondo cui Hutchison Whampoa punterebbe ad acquisire il 29,9% della società) e di alcuni dei principali titoli bancari azionisti del gruppo telefonico come Intesa (+3,6%) e Mediobanca (+5%). Un po’ di ottimismo, ieri, lo ha generato anche l’attesa per l’incontro tra Bersani e Berlusconi, che ha fatto sperare in un avvicinamento verso il varo di un governo di larghe intese. Anche per questo motivo la stessa Mediaset ha guadagnato il 5,5%.
Se si guarda al resto d’Europa, il boom di acquisti ha interessato il comparto dei titoli minerari. Ieri lo Stoxx di settore è salito del 3,29%, distinguendosi come il migliore d’Europa. I motivi? Almeno tre. Il primo ha a che fare con i dati sull’inflazione in Cina, il principale consumatore di metalli al mondo. A marzo, l’indice dei prezzi al consumo (Cpi) è sceso al 2,1% rispetto al 3,2% di febbraio. Gli operatori si attendono che lo stimolo monetario in atto prosegua e continui a dare supporto all’economia di Pechino. Non solo: i titoli minerari sono i più “shortati” (venduti al ribasso) sul mercato, quindi qualsiasi notizia positiva fa scattare massici acquisti di ricopertura. Infine ieri i mercati hanno potuto reagire alla diffusione dei conti trimestrali di Alcoa
, colosso americano dell’alluminio, che ha rivelato profitti migliori delle attese, sebbene il fatturato sia deludente. Il cauto ottimismo degli operatori si è così trasferito anche sul sui listini americani, che hanno riaggiornato i record. Da inizio anno ad oggi l’S&P 500 ha guadagnato il 10%, il Dow Jones il 12%, terminando le contrattazioni con un progresso dello 0,41% a 14.672,92 punti. Il Nasdaq registra un avanzamento dello 0,48% a quota 3.237,86.
Sul fronte obbligazionario, lo spread italiano ha tenuto a quota 309 punti, con il tasso a 10 anni al 4,35%. Oggi il Tesoro andrà in asta con i BoT a 3 e 12 mesi, mentre giovedi sarà la volta dei titoli a medio-lunga scadenza.

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