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Piazza Affari sotto i riflettori

Le recenti stime dell’Osce relative all’Italia spostano al 2014 il momento della ripresa, ma le previsioni potrebbero anche avere bisogno di revisioni in senso peggiorativo se il quadro politico dovesse mutare radicalmente. La stessa Ocse sottolinea come un eventuale allontanarsi dal percorso già tracciato – doloroso per il suo impatto sociale, ma benefico per le prospettive di messa in sicurezza dei conti pubblici – avrebbe sicuramente un impatto negativo sullo spread e quindi anche sul costo del debito pubblico. Se le previsioni dell’Osce dovessero dimostrarsi corrette, sarebbe necessaria l’adozione di una nuova stretta di bilancio nel 2014.
Anche l’agenzia di rating Standard & Poor’s si dimostra preoccupata per le recenti fibrillazioni politiche. In caso di scostamento dalla politica del rigore, un taglio del giudizio potrebbe non farsi attendere risvegliando gli appetiti della speculazione.
Insomma, da qui alle prossime elezioni politiche, il risparmiatore dovrà rassegnarsi a navigare a vista, con il mercato, in particolare quello azionario, che rischia di andare incontro a continui capovolgimenti di fronte. Questo non significa tuttavia rinunciare alle opportunità che l’equity potrebbe offrire, anzichè rifugiarsi solo nella liquidità o nel reddito fisso.
Lo studio comparato dei grafici dell’indice Ftse Mib e del mercato obbligazionario (rappresentato dal future BTp), nel tentativo di individuare quale asset class privilegiare attualmente in portafoglio, rivela – forse un po’ a sorpresa – una condizione di sostanziale equivalenza. L’andamento della forza relativa ottenuta dividendo la serie storica del BTp per quella del Ftse Mib è infatti da alcuni mesi praticamente orizzontale, come illustrato efficacemente anche dal comportamento della sua media mobile a 100 sedute. Dopo una lunga fase rialzista della forza relativa, durata circa un anno, che suggeriva l’opportunità di essere sovrappesati in titoli di Stato rispetto alle azioni, ora le due classi dovrebbero avere un peso analogo in portafoglio, questo almeno privilegiando le attese di rivalutazione dei prezzi e tralasciando considerazioni sul livello di rischio.
L’attuale incertezza del quadro politico non deve comunque essere sottovalutata: nelle ultime ottave Piazza Affari si è infatti marginalmente sganciata dall’andamento generale degli altri principali indici dell’area euro. Il precipitare della crisi causerebbe un’impennata dello spread BTp-Bund e di conseguenza uno scivolone della Borsa, in particolare del comparto bancario, che è stato quello che ha guidato la recente ripresa. Per il momento, quindi, l’atteggiamento operativo corretto sembra essere quello di acquistare azioni, ma solo in ottica di breve termine, sfruttando al contempo l’eventuale rialzo per alleggerire le posizioni avviate in ottica di più ampio respiro in attesa di eventuali conferme di un mutamento di sentiment stabile da parte del mercato.
Un primo segnale in questo senso verrebbe, avendo come riferimento il grafico dell’indice Ftse Mib, con il superamento della media mobile a 100 settimane, resistenza strategica in transito a 16.950 circa. Oltre quei livelli sarebbe possibile il test in area 17.800 del 50% di ritracciamento del ribasso dal top di inizio 2011, altro ostacolo da considerare significativo anche in ottica di medio termine, dal momento che in caso di rottura l’indice si troverebbe in condizione di raggiungere i 19.000 punti almeno. A impensierire per la tenuta dell’uptrend sarebbe innanzitutto la violazione in area 15.280 della media mobile a 100 giorni e della linea di tendenza rialzista disegnata dai minimi di luglio; sotto quei livelli i prezzi troverebbero poi gioco facile nel scendere fino in area 14.000-14.500, supporto rilevante anche in prospettive di medio periodo, ultimo sostegno in grado di evitare con la sua tenuta il ritorno sui minimi dell’anno in area 12.300.
Per l’investitore che volesse sfruttare la possibile instabilità del listino italiano, dovuto al complicarsi della situazione politica e accumulare posizioni sull’azionario da traghettare nel 2013 la scelta potrebbe cadere su quei titoli che, oltre a essere stati tra i più scambiati dell’anno, hanno anche evidenziato un andamento positivo rispetto ai valori di inizio 2012: in ordine decrescente di performance sono Luxottica, Eni, Generali e Stm.

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