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Piazza Affari sale poco

Seduta in progresso per le borse europee, con Piazza Affari più debole degli altri principali listini. A Milano il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,21% a 16.308 punti. Nel resto del continente hanno chiuso oltre il punto percentuale Londra (+1,30%) Parigi (+1,11%) e Francoforte (+1,03%). A New York gli indici si muovevano in territorio negativo, con il Dow Jones a -0,29% e il Nasdaq -0,07%. Lo spread fra Btp decennali e Bund tedeschi è terminato poco mosso a 135.

Intanto il Tesoro ha collocato la prima tranche del nuovo Btp a 50 anni, scadenza 1° marzo 2067 e cedola al 2,80%. Sono stati emessi titoli per un controvalore nominale di 5 miliardi di euro.

A Piazza Affari l’indice principale continua ad avere un andamento volatile: gli esperti giustificano questi movimenti citando la situazione delle banche e il prossimo referendum. Contrastati i titoli del credito: hanno prevalso le vendite su B.Mps (-1,36%), Unicredit (-1,08%) e B.P.E.Romagna (-0,31%), mentre Ubi B. è rimasta invariata. In salita Mediobanca (+0,09%), Intesa Sanpaolo (+0,10%), B.Popolare (+1,51%) e B.P.Milano (+2,20%). In luce Azimut H. (+1,90%), che ha continuato a beneficiare della notizia relativa al completamento del piano di riorganizzazione.

Acquisti sul comparto oil&gas: Saipem +1,93%, Tenaris +1,5%, Eni +0,62%. Fca ha guadagnato lo 0,61%: gli analisti hanno commentato in modo positivo la crescita delle immatricolazioni di auto nel mese di settembre in Italia. In leggero progresso Enel (+0,10%).

Nel resto del listino ben comprate Safilo G. (+3,04%) e Fincantieri (+2,57%), quest’ultima in attesa delle commesse che potrebbero arrivare da Norwegian Cruise Line. Axelero (+10,81% a 2,44 euro) si è posizionata fra i migliori titoli dell’intero listino milanese: il recupero dell’azione è partito nei giorni scorsi dalla pubblicazione dei risultati semestrali, che a detta di Mediobanca Securities hanno mostrato una crescita impressionante.

Nei cambi, l’euro ha chiuso in calo a 1,1146 dollari ed è rimasto stabile a 114,14 yen. Il biglietto verde è stato sostenuto dalle dichiarazioni del falco Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, che non ha escluso un rialzo dei tassi americani in occasione del direttivo della Fed dell’1 e 2 novembre.

Per le materie prime, quotazioni petrolifere in leggero progresso: a Londra il Brent guadagnava 28 centesimi a 51,17 dollari e a New York il Wti era scambiato a 48,91 dollari (+10 cent).

Il prezzo dell’oro trattava invece in calo di oltre 2 dollari a 1.269 dollari.

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