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Piazza Affari premia le banche

Dopo il salvataggio delle banche venete, in questa estate si stanno gettando le basi per chiudere positivamente anche le altre due pendenze del sistema bancario italiano: Banca Mps e Banca Carige. Su entrambe c’è ottimismo. Quanto all’istituto genovese ieri il titolo a Piazza Affari è balzato del 23% festeggiando la decisione del cda di avviare un aumento di capitale da 500 milioni di euro, con un contestuale piano per vendere attività per 200 milioni.
Il piano piace agli investitori perché dovrebbe permettere all’istituto di liberarsi del fardello dei crediti deteriorati. Più nel dettaglio, la manovra di rafforzamento patrimoniale prevede un accordo di pre-garanzia con Credit Suisse e Deutsche Bank, in qualità di joint global coordinators e joint bookrunners. Il cda dell’istituto ligure ha inoltre identificato quattro macro aree di azione per il rafforzamento patrimoniale della banca, che puntano alla cessione degli asset di pronta valorizzazione, quali alcuni immobili di pregio, la partecipazione in Creditis, la piattaforma di gestione Npl (Non performing loans) e il business merchant book, con un beneficio sul patrimonio di almeno 200 milioni di euro.
Il titolo, con volumi record (quasi 65 milioni di pezzi scambiati, circa 10 volte la media degli ultimi 30 giorni) si è così riportato ai livelli di fine maggio (a un soffio da 0,24 euro) in una seduta in cui è stato il migliore di Piazza Affari ed è anche finito in asta di volatilità.
Non è ancora possibile vedere la reazione su Banca Mps perché le azioni e i bond dell’istituto senese sono sospesi dal 22 dicembre ma potrebbero – stando alle sensazioni – tornare agli scambi a settembre. E comunque anche in questo caso ci sono motivi per festeggiare dato che ieri è arrivato il via libera dall’Ue per aiuti di Stato da 5,4 miliardi per Mps, decisivi nell’ambito del piano complessivo di ricapitalizzazione da 8,1 miliardi (si veda articolo in alto).
Notizie che hanno spinto ieri il Ftse Ita Banks – il sottoindice della Borsa milanese che ingloba le performance dei titoli bancari – ad inanellare un rialzo dell’1,18%. A questo punto la progressione da inizio anno è del 22%. Ancor più forte è lo scatto negli ultimi 12 mesi: +63%. In questo arco la palma del miglior titolo va ad UniCredit (+91%), seguita da Ubi banca (+80%) e Intesa Sanpaolo, cresciuta del 75% con capitalizzazione a ridosso dei 48 miliardi, la maggiore tra gli istituti italiani. Se però torniamo ancora più indietro nel tempo, a quel 2007 quando scoppiò la crisi bancaria mondiale prima negli Usa e poi in Europa, il conteggio è ancora in profondo rosso: da allora le banche italiane sono in rosso del 78%, quelle europee del 63 per cento.

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