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Piazza Affari, porte aperte agli stranieri «Ma basta con i derivati alle famiglie»

Aveva promesso una Consob più «cattiva» e, almeno a giudicare dai numeri, qualcosa si è mosso. Dopo il record del 2007, l’anno chiuso al 31 dicembre scorso segna il secondo posto nella storia dell’ Autorità per controvalore delle sanzioni comminate: 32 milioni di euro sui 9 del 2012. Il trend sembra proseguire nel 2014 con multe per 15,5 milioni nei primi quattro mesi.
Nella sua quarta relazione, Giuseppe Vegas — giunto a metà del suo mandato da presidente — ha rivendicato l’impegno sulla trasparenza e la tutela delle minoranze. Al tradizionale appuntamento con il mercato, coinciso con la celebrazione dei 40 anni di vita della Commissione, ha preso parte l’Arcivescovo di Milano Angelo Scola, venuto in Piazza Affari a chiedere che l’etica nella finanza «non sia solo cosmesi».
Vegas ha annunciato una «raccomandazione» per limitare la distribuzione alle famiglie di «prodotti ad alta complessità», come i derivati e i titoli collegati a cartolarizzazioni di crediti. L’iniziativa, che potrebbe essere varata entro l’estate, anticipa l’entrata in vigore della nuova Mifid, la direttiva europea sui servizi finanziari. Il presidente della Consob si è detto convinto che «dell’accresciuta trasparenza trarranno vantaggio produttori e collocatori dei titoli». Il contrasto ai conflitti d’interesse, con il regolamento sulle cosiddette operazioni con parti correlate, resta forse uno dei temi più sentiti dall’ex ministro. Le sanzioni hanno colpito i sindaci (4 milioni di euro nel 2013) richiamati a quanto pare con significativa frequenza al loro ruolo di garanti. La stagione assembleare si è aperta con la conferma della partecipazione dei funzionari Consob agli appuntamenti più delicati, come è stato per Telecom, e con la richiesta alle maggiori imprese di diffondere con sollecitudine le informazioni sulla buonuscita dei manager.
«Oggi il cosiddetto capitalismo di relazione si sta ritraendo, per lasciare spazio a nuovi equilibri negli assetti proprietari delle imprese». Forme di controllo «potenzialmente più aperte» lasciano spazio agli investitori istituzionali e ai capitali dall’estero. Il ritorno sul nostro mercato degli investitori esteri «è da interpretare come segnale positivo di fiducia» Si tratta, ha insistito Vegas, di soggetti «indispensabili» per rilanciare l’economia e dunque cogliere la «finestra di opportunità». Per Vegas, «ogni nuova norma andrebbe valutata sulla base di un indicatore della sua capacità di respingere o attrarre gli investitori». A microfoni spenti l’ex ministro ha commentato il recente incontro con Larry Fink, numero uno di BlackRock, il gigante Usa che sta investendo nelle società italiane: «Mi è sembrato molto aperto e molto interessato all’Italia. Speriamo che sia un momento di svolta».
Vegas ha chiesto infine la semplificazione delle regole e il superamento del sistema sanzionatorio del Tuf (Testo unico di Finanza) che «risulta insufficiente sul piano della dissuasività e tempestività». Merita particolare attenzione, ha sostenuto, «la sovrapposizione tra sanzioni amministrative e penali». L’attuazione della nuova normativa europea, ha detto riferendosi al caso dell’equity swap Ifil Exor e alla doppia condanna, penale e civile, per Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti, «dovrà tener conto della sentenza della Corte europea per i diritti dell’uomo sul rispetto del principio ne bis ne idem». Sulle «relazioni» nella comunità finanziaria si era soffermato anche Scola per il quale l’uscita dalla crisi «richiede di partire effettivamente dai soggetti in azione all’interno del mercato e dalla fitta rete di relazioni mediante le quali ognuno potenzialmente incide sulla situazione di tutti gli altri». La presenza dell’Arcivescovo di Milano, salutata da un caldo applauso a Palazzo Mezzanotte, non è stata apprezzata da tutti. L’ex senatore Franco Debenedetti ha scritto in un tweet di aver lasciato in polemica la sala: «Un organo dello Stato non si fa dare lezioni di etica dalla Chiesa».

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