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Piazza Affari non dà la fiducia

In Europa soltanto la borsa di Francoforte è rimasta in territorio positivo, archiviando la seduta con un leggero rialzo (+0,13%). Gli altri listini hanno chiuso in rosso, a cominciare da Piazza Affari, dove il Ftse Mib ha ceduto l’1,18% a 21.750 punti. Hanno prevalso le vendite anche a Londra (-0,70%) e Parigi (-0,22%).Durante il discorso al senato del presidente del consiglio, Giuseppe Conte, l’indice milanese è passato sotto la parità, mentre lo spread cominciava a risalire. Gli investitori mantengono un atteggiamento cauto, in attesa di valutare le prime mosse concrete del nuovo governo. I dati macroeconomici non hanno aiutato: l’indice Pmi composito dell’Eurozona definitivo di maggio si è attestato a 54,1 punti, sui minimi da novembre 2016.

A New York gli indici viaggiavano contrastati, con il Dow Jones in discesa dello 0,16% e il Nasdaq +0,21%. Intanto Twitter entrerà a far parte dell’indice S&P 500 prima dell’apertura delle contrattazioni di domani, andando a rimpiazzare il titolo Monsanto.

Il differenziale Btp-Bund ha archiviato la seduta in netto allargamento a 236,500 (+24 punti). «Investire in Italia è diventato difficile a causa delle incertezze politiche», spiega David Lafferty, di Natixis Investment Managers. «I prezzi riflettono questo problema, specialmente nell’azionario sui titoli bancari. Il mercato italiano ha fondamentali positivi e le valutazioni sono molto attraenti, ma la politica è molto complicata».

Da Ubs spiegano che, nonostante la formazione del governo Lega-5 Stelle abbia rimosso il rischio di elezioni anticipate, «il contesto politico italiano resta sfidante: la capacità di governare di questo esecutivo nuovo e senza esperienza sarà messa sotto esame dagli investitori, così come i suoi piani in materia di bilancio e di rapporti con la Ue. La politica italiana non dovrebbe modificare traiettoria e velocità del piano di normalizzazione monetaria della Bce». Per Giuseppe Sersale, analista di Anthilia Capital Partners, gli investitori stanno cercando di capire le intenzioni di questo governo e il suo atteggiamento verso l’Europa. Sul fronte obbligazionario è attesa «ancora un po’ di normalizzazione, sulla parte breve in particolare, ma i livelli di spread prevalenti nei primi quattro mesi dell’anno resteranno, a mio modo di vedere, un miraggio».

A Milano in luce Stm (+4,33%), che ha beneficiato del buon andamento del settore tecnologico americano. Acquisti anche su Recordati (+3,65%), che ha proseguito il movimento di recupero partito a fine marzo, e su Ferrari (+2,83% a 116,4 euro): Banca Imi ha alzato su quest’ultima il prezzo obiettivo da 121 a 135 euro, confermando la raccomandazione buy. Timido rimbalzo di Fiat Chrysler (+0,27%) dopo i forti cali delle ultime due sedute. In territori negativo Italgas (-0,65% a 4,608 euro): Equita sim ha limato il target price da 5,4 a 5,2 euro per riflettere lo stacco della cedola.

Il settore bancario è stato ancora una volta quello più colpito dalla speculazione: Intesa Sanpaolo -3,83%, Unicredit -3,56%, Bper -3,40%, Ubi B. -3,21%, Mediobanca -2,56%, Banco Bpm -2,44%. Nel resto del listino ben comprata Saras (+2,50%). Su Aim Italia in gran spolvero Illa (+11,78%).

Nei cambi, euro in calo sotto 1,17 dollari a 1,1674 dollari e a 128,061 yen. Per le materie prime, quotazioni petrolifere a due velocità, con il Brent a 74,52 dollari (-77 centesimi) e il Wti sul filo di 65 dollari (+28 cent). Acquisti sull’oro, che guadagnava 4 dollari a 1.297.

Massimo Galli

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