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Piazza Affari migliore in Europa

La Borsa di Milano svetta tra i listini europei e festeggia (Ftse Mib +1,66%) la schiarita politico-istituzionale dopo la rielezione di Giorgio Napolitano a presidente della Repubblica.
La prima certezza a due mesi dalle elezioni, e dal seguente tira e molla inconcludente per la formazione del governo, ha riportato fiducia tra gli investitori. Il termometro dello spread tra bond decennale italiano e tedesco ne ha beneficiato, arretrando a 283 punti. La minore tensione sui titoli governativi ha spinto gli acquisti sul settore bancario-assicurativo, tradizionale motore di Piazza Affari.
La mattinata già si era aperta sotto i migliori auspici in Europa sulla scia delle notizie provenienti da Tokyo (+1,8% il Nikkei, ai massimi da 5 anni) grazie a un sostanziale avallo del G20 alle politiche monetarie ultraespansive del Sol Levante. La buona intonazione del listino italiano, con sviluppi oltre il 2% nella prima parte della giornata, è stata offuscata nel pomeriggio dall’avvio prudente di Wall Street. Alcune trimestrali poco brillanti e il deludente dato sul mercato immobiliare Usa hanno infatti smorzato la voglia di rimbalzo a Wall Street, protagonista la scorsa ottava della peggiore settimana da luglio sull’indice Dow Jones. Le vendite di case esistenti hanno fatto registrare una flessione dello 0,6% a 4,92 milioni a fronte di stime per 5,02 milioni
Nonostante la zavorra dei mercati finanziari statunitensi, Milano è rimasta la Borsa regina tra i principali listini del Vecchio Continente. Il Dax di Francoforte è avanzato di appena lo 0,24%, Parigi ha chiuso invariata mentre Londra ha ceduto un frazionale 0,09%. Per Madrid il progresso è stato dell’1,42% a conferma della giornata molto positiva per le piazze periferiche dell’area euro.
Tra i titoli ha brillato Generali (+5,1%), grazie a un report di Barclays che ha alzato il giudizio a “overweight” (sovrappesare) oltre ai benefici dell’effetto spread. Nel comparto bancario in evidenza Ubi (+4,4%) e Banco Popolare (+4,4%) all’indomani delle assemblee. Rally di Mediaset (+5%) per acquisti speculativi nel finale legati al nuovo scenario politico. E gli sviluppi politico-istituzionali saranno il faro per capire i movimenti di Piazza Affari nel breve termine. I prossimi banchi di prova saranno le consultazioni per la formazione di un nuovo governo di larghe intese.
Il cammino resta in salita anche perché, come ha scritto qualche settimana fa il Wall Street Journal, «la situazione politica è solitamente un caos». L’incertezza non ha comunque impedito ad alcune aziende più legate al «made in Italy» di apprezzarsi. «Le aziende che hanno un buon nome e che all’estero vendono a prescindere della situazione politica ed economica italiana – spiega Davide Pasquali, presidente di Pharus Sicav – hanno fatto bene e continueranno su questa strada. Mi riferisco a nomi come Brembo, Luxottica, Tod’s, insomma chi ha un brand e ha lavorato bene con un ottimo management continuerà su questa strada. E in prospettiva la situazione non cambierà. Chi avrà investito bene, avrà sorprese positive». Mai come in questo periodo infatti un accurato stock picking ha premiato le strategie dei gestori e degli investitori istituzionali e il comparto della moda-lusso ha dato un contributo fondamentale.
Allargando invece il discorso all’intero indice è inevitabile parlare del settore finanziario e in particolare quello bancario. Non è solo il nodo spread a influenzare il settore. Pharus ha analizzato i dati di bilancio delle principali banche dai quali risulta che le sofferenze superano l’equity con punte che raggiungono il 100 e il 130%. «Insomma le banche italiane non sono messe così bene come si racconta – aggiunge Pasquali – perché in questi casi o ricapitalizzano o per recuperare ci vorranno diversi anni».

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