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Piazza Affari le promesse del rimbalzo

di Marco Sabella

Il rimbalzo di Piazza Affari è da manuale. E la performance di oltre il 20% registrata dall'indice Ftse Mib delle blue chip del listino milanese a partire dal 23 settembre scorso, conferma che i titoli più reattivi quando il mercato «si gira» sono quelli più ciclici e più volatili. Mentre le società che hanno quotazioni maggiormente stabili tendono a «sottoperformare» il listino nelle fasi di recupero veloce.

Anche gli esempi sono da manuale. Ci sono le banche, con in testa Unicredit, salita di oltre il 50% (ma con molti scivoloni), gli industriali, tra cui Fiat auto, un rimbalzo che sfiora il 30% e poi giù fino all'hi tech con Stmicroelectronics (+28%), ai gestori del risparmio come Mediolanum (+30%). Passando per due special situation, così gli addetti ai lavori chiamano le aziende che vivono condizioni particolarmente travagliate, come Ansaldo Sts, che potrebbe essere rilevata da un gruppo estero, o la Banca Popolare di Milano, al centro della crisi per problemi di governance societaria e di ricapitalizzazione. Entrambi i titoli sono saliti in meno di tre settimane di oltre il 42%.

Quadro

CorrierEconomia ha fatto il punto sulla relazione stretta che intercorre fra «beta» elevato (alta volatilità) e performance nei periodi di rimbalzo (vedi tabella). Ma soprattutto ha chiesto agli operatori professionali quali sono i cavalli più veloci su cui puntare nelle prossime settimane e se è davvero il caso di trascurare le aziende più lente. I titoli meno volatili come Enel, Snam Retegas, Campari, Tod's che dall'inizio del recupero hanno corso meno della media del listino.

La risposta dei fund manager sembra puntare soprattutto sui titoli ad alto beta, tra cui spiccano i nomi di Fiat e Pirelli, senza trascurare una pattuglia di difensivi di qualità, tra cui Campari e Enel Green Power. «Se il rimbalzo dovesse continuare — commenta Gian Paolo Rivano, gestore azionario di Gesti Re sgr — i titoli ad alto beta continueranno ad essere avvantaggiati. Immagino che questo processo potrebbe andare avanti anche piuttosto a lungo, soprattutto perché la discesa del listino è stata molto violenta». In pratica, secondo il gestore, «sarà il caso di ricominciare a guardare ai titoli più difensivi solo dopo un eventuale ulteriore rialzo del Ftse Mib del 10-15%, che riporterebbe le quotazioni intorno ai 17.500-18.000 punti, sui livelli di inizio agosto».

Favorevole ai titoli più ciclici, ma con qualche distinguo, anche Mauro Vicini, direttore di Websim.it «Il rimbalzo di queste settimane ha premiato tutti i titoli ad alto beta, salvo nella giornata di giovedì scorso penalizzare i titoli finanziari e le banche. Anche se noi come casa siamo favorevoli al comparto dei finanziari come scelta di lungo periodo, è probabile che nell'immediato faranno meglio i titoli industriali o quelli della tecnologia, o del cemento», afferma.

Il baedecker di chi scommette sulla continuazione del rimbalzo non può dunque prescindere da alcuni nomi canonici. «Tra gli industriali abbiamo un giudizio positivo in particolare su Fiat spa e Pirelli. Entrambe le società hanno una valutazione outperform con prezzo obiettivo rispettivamente a 5,5 a 7,5 euro», sottolinea Vicini. Un potenziale di rialzo di oltre il 20% che secondo il fund manager è sostenuto dai dati, migliori del previsto, della produzione industriale di agosto. Una crescita del Pil del 5,3% in area euro, contro una previsione del +2,1% e con punte di aumento del +7,7% in Germania, sarebbero la prova che il clima generale dell'economia europea non è recessivo e che i titoli industriali hanno ancora fiato per correre. O per recuperare. Buono come scommessa di lungo periodo, anche se il giudizio attuale di Websim.it è neutral, anche il titolo Saipem, precipitato da un massimo di 39 euro ai circa 27 attuali, ma comunque in rialzo di oltre il 28% dalle quotazioni di inizio anno.

Idee

«Tra i titoli maggiormente ciclici e con un buon potenziale di ripresa ricorderei anche Stm, che ha un target naturale di prezzo intorno ai 6 euro, con un potenziale di apprezzamento di circa il 15% dalle quotazioni attuali», afferma Rivano. La società, a parere del gestore è trattata con uno sconto troppo elevato rispetto alla media del settore di riferimento, quello dei semiconduttori, dove aziende come l'americana Intel trattano oggi grosso modo alle stesse quotazioni dello scorso aprile. Scommessa più speculativa è invece quella su Fondiaria Sai, che dopo l'aumento di capitale e l'ingresso nella compagine azionaria di un socio forte come Unicredit, secondo il gestore, potrebbe raggiungere i 2,2 euro, aggiungendo un altro 30% di performance al già poderoso recupero del 40%.

«Anche se ora sono meno interessanti dei ciclici considererei anche i titoli meno volatili del listino, tra cui Tod's, Enel Green Power e Campari, adatti a un investitore cassettista di lungo periodo», conclude Rivano.

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