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Piazza Affari, le buone azioni per il riscatto

Ripresa economica, riforme istituzionali, liquidità elevata e basse valutazioni. Questi gli ingredienti della ricetta che dovrebbero portare Piazza Affari ad essere uno dei bocconi più succulenti tra le piazze finanziarie europee anche nell’anno in corso. E tra le società più adatte per realizzare il «piatto» ci sono campioni del made in Italy, come Salvatore Ferragamo, ma anche le banche e le grandi utilities, come Enel e Atlantia.
Il 2013 si è chiuso con un rialzo a doppia cifra e il 2014 è iniziato con un nuovo record: il superamento della soglia psicologica dei 20 mila punti da parte dell’indice Ftse Mib, un livello abbandonato con l’inizio del credit crunch.
Clima
A giustificare una rinnovata fiducia per il listino milanese ci sono soprattutto le valutazioni, che non incorporano ancora pienamente gli utili attesi nell’anno in corso e la cui visibilità è in crescita grazie al progressivo miglioramento del clima. Ma la benzina sul fuoco sarà soprattutto la liquidità che continua ad affluire sul mercato grazie alla raccolta netta positiva dei fondi e al progressivo spostamento del risparmio verso le azioni. Il rialzo si cavalca con i titoli finanziari, da sempre protagonisti di peso sul listino, e con le società industriali a forte vocazione internazionale. «Restiamo positivi sul mercato – spiega Mauro Vicini, direttore di Websim.it – poiché crediamo che il nostro listino abbia tutte le caratteristiche per proseguire nel recupero del gap accumulato negli anni della crisi rispetto alle principali Borse mondiali. Il driver è il calo della percezione del rischio Paese da parte degli investitori anche in considerazione del clima politico favorevole che si è venuto a creare intorno alle riforme istituzionali».
Per il 2014 Websim ha così stilato una lista di titoli, riportati nella tabella, che dovrebbero massimizzare i benefici legati ai grandi temi guida. «Si tratta – continua Vicini – di un elenco a cui appartengono banche, polizze, utility e industrie. In quest’ultimo caso abbiamo privilegiato quelle con una forte vocazione alla crescita internazionale e poco esposte al mercato domestico dove la ripresa tarderà a produrre i propri effetti sui consumi interni. Unica eccezione le società che operano in settori regolati, come Atlantia».
Anche Marco Paolucci, amministratore delegato di Luxgest am, vede rosa sul 2014: «La liquidità che sinora ha aiutato il listino italiano è più sana rispetto a quella che ha spinto le Borse Usa. I flussi verso il risparmio gestito sono eccezionali grazie agli interventi della Bce che limitano le emissioni di bond bancari e quindi orientano la raccolta verso i fondi e a cascata sul mercato azionario». Denaro buono che giustifica la prosecuzione del rialzo anche grazie al perdurare di una sottovalutazione del mercato italiano.
Premio
«Il premio al rischio del Paese — continua Paolucci — è in costante calo, ma non siamo ancora arrivati su livelli accettabili. Il percorso di riforme avviato dal Parlamento dovrebbe favorire un ulteriore discesa. Se quindi la ripresa economica dovesse essere più lenta delle attese il vento a favore non calerà». Tra le opportunità individuate da Websim c’è Fiat. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha reagito positivamente alla notizia dell’accordo per l’acquisto del 100% di Chrysler anche se non tutti sono rimasti convinti. Nomura ha infatti confermato la raccomandazione «ridurre» ( il peso in portafoglio ndr ) con un target price a 4 euro.
Gli analisti della società di consulenza asiatica, malgrado la conclusione positiva della questione Chrysler, hanno confermato le proprie attese sui risultati di bilancio che giustificano una raccomandazione ancora poco interessante. Paolucci suggerisce invece Atlantia: «La ripresa economica spingerà al rialzo il traffico e le opportunità legate, per esempio, all’integrazione con gli aeroporti di Roma, che permette di giocarsi la carta del turismo in Italia. Tra le grandi banche invece è interessante Unicredito e, per chi vuole rischiare qualcosa, pensiamo alle banche popolari. Il principale catalizzatore è rappresentato dalle riforme del sistema di governo. In questo caso vediamo favorite Ubi e il Banco Popolare».
Una situazione più particolare è invece quella di Telecom Italia: «Si tratta di una società – conclude Paolucci — che dopo anni di ingessatura sta cercando di rilanciarsi con nuove iniziative per fare emergere il valore inespresso». Il mercato per ora resta prudente. Gli analisti di Jefferies hanno avviato pochi giorni fa la copertura sul titolo con un giudizio hold (mantenere ndr ) e un con target di 0,74 euro. Nomura ha invece alzato il giudizio a neutral da reduce.
Agli analisti di Websim piace invece Enel: «Crediamo che lo scenario del settore dell’energia sia ancora difficile per i produttori europei e potrebbe continuare a esercitare pressione sui margini di Enel. Nonostante questi venti contrari, riteniamo che sia calato il rischio di revisione al ribasso dei profitti ora che le nuove misure di regolamentazione in Spagna sono state pienamente scontate. Enel, ai prezzi correnti, presenta un rapporto rischio/rendimento favorevole agli acquisti. La nostra raccomandazione è “interessante” con prezzo obiettivo di 3,6 euro».

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