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Piazza Affari, la rimonta dei finanziari

Per il momento tutto volge al bello. Nel mondo, gli indici stazionano sui massimi di periodo favoriti dalla liquidità delle banche centrali e la fiducia sulla fine della pandemia.

In Italia la prospettiva di un cambio di governo ha dato il via a un mini rally che ha portato l’indice a guadagnare il 5%, facendo meglio da due settimane consecutive di Germania e Usa. Un trend che sembra destinato a durare, almeno secondo gli analisti tecnici, ovvero coloro che studiano i grafici di Borsa per prevedere l’andamento del mercato e dei titoli.

L’Economia del Corriere ha fatto il punto sui principali indici mondiali i cui risultati sono riportati nella tabella a fianco. «Le variabili risk on ovvero tassi reali bassi, petrolio in crescita, aspettative d’inflazione in crescita soprattutto in Usa — spiega Enrico Nicoloso, a capo dell’analisi tecnica di Websim.it — continuano a supportare i mercati, insieme alle aspettative su maggiori aiuti fiscali, politiche monetarie espansive e buone trimestrali dalle aziende. Questo clima ha portato gli indici azionari più virtuosi, Usa e Germania in primis, a inanellare nuovi massimi assoluti. Il consensus ha già spostato le aspettative di ripresa nella seconda metà del 2021, e gli analisti fondamentali basano i loro target sulle stime del 2021/2022, ma è confidente che gli aiuti esogeni sopra menzionati saranno sufficienti a traghettare l’economia, e soprattutto i mercati finanziari, oltre il guado».

Ottimismo

Una visione ottimista in linea con quella di Filippo Ramigni, analista tecnico di Giotto-Cellino sim: «a livello macro assistiamo a un ritorno di interesse sull’Italia soprattutto da parte di investitori esteri che stanno portando in area 80 punti lo spread, vero termometro del rischio percepito nei confronti del nostro Paese. Ciò favorisce il comparto bancario-assicurativo spingendo verso l’alto il nostro indice Ftse Mib. Il superamento di quota 23.500 è stato un segnale importante e sino a quando i prezzi si manterranno sopra 23 mila punti, l’obiettivo è posto a 24-24.500 punti nei prossimi mesi».

Secondo Nicoloso, l’ipercomprato di breve-medio periodo è evidente, ma ogni scricchiolio finora è sempre stato riassorbito con estrema facilità. E il trend va seguito: «tuttavia, potremmo essere alla vigilia di una fase di consolidamento sugli indici azionari, che potrebbe favorire un po’ di rotazione settoriale. Guardando l’Eurostoxx600, indice benchmark dell’Europa, le quotazioni sono arrivate sulla parte alta della banda che dura ormai da più di 20 anni (160-400/430 punti, nda), alternando fasi pluriennali di rialzo e ribasso. Questo vuole dire che negli ultimi 20 anni chi ha venduto/alleggerito in quest’area ha sempre trovato prezzi migliori per ricomprare/incrementare. Poi, storicamente, i tre mercati finanziari principali tendono a inanellare cicli scalati nel tempo: prima i massimi li fanno i bond, poi le azioni e poi le materie prime».

Dollari e petrolio

Secondo Ramigni un barometro importante è rappresentato dal prezzo del petrolio e dal cambio euro/dollaro. L’oro nero nel corso degli ultimi 4 mesi ha raddoppiato il proprio valore portandosi appena sotto i 60 dollari «con target di 62 dollari — continua l’analista di Giotto-Celino sim —. Volgendo lo guardo al cambio, vediamo un’impostazione rialzista della nostra valuta sino a 1,25. Cambio di scenario con petrolio sotto i 52 dollari e rapporto euro/dollaro sotto 1,15».

Dal punto di vista operativo il terreno è fertile per le categorie di azioni più penalizzare in Borsa dalla pandemia, ovvero i titoli finanziari. «Si spera — conclude Ramigni — che in questa situazione si chiudano i dossier legati alle fusioni, strada obbligata per portare la redditività nelle banche in periodi di tassi a zero. Inoltre la liquidità sui conti correnti (160 miliardi di euro in più da marzo a oggi, nda) sarà impiegata in nuovi investimenti a reddito, quindi interessanti i titoli del risparmio gestito. Il più interessante è Fineco, via di mezzo tra banca tradizionale e tecnologia, per la quale vediamo un target a 17,5 euro. Giudizio positivo anche per Azimut che potrebbe tornare sui 24 euro». Sugli scudi infine Intensa con target a 2,4 euro, Unicredit a 9,3 euro e Bper Banca che potrebbe allungare sino a 2,60 euro.

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