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Piazza Affari, la Bce fa volare le banche

La corsa dei mercati non si arresta. La prima seduta della settimana è segnata da traguardi importanti per i listini di Francoforte e Wall Street con gli indici Dax ed S&P500 che toccano nuovi massimi storici (rispettivamente a 9253.68 punti e 1802.33) e da un rimbalzo notevole del settore bancario italiano che da la spinta a Piazza Affari: il rialzo del 2,24% messo a segno dall’indice Ftse Mib vale il primato di miglior listino d’Europa. Ma non sono solo le Borse dei Paesi sviluppati a correre. L’euforia interessa anche buona parte dei mercati emergenti che, sulla scia del rally di Shanghai (+2,87%), mettono a segno la loro migliore performance da due mesi a questa parte. Diversi fattori sono alla base di questa performance. Dall’Asia agli Stati Uniti passando per il Vecchio Continente diversi “market mover” hanno mosso i mercati. Vediamoli in ordine cronologico.
Rally di Shanghai
La prima seduta della settimana, come accennato, è stata particolarmente scoppiettante a Shanghai. Quella di ieri era la prima giornata di contrattazioni dopo che venerdì scorso il governo (a mercati chiusi) aveva pubblicato un documento che dispiegava il più ambizioso piano di riforme economico-sociali che la Repubblica Popolare ricordi da 20 a questa parte. Una serie di misure messe sul tavolo al plenum del Partito comunista cinese che vanno dallo stop agli incentivi per il figlio unico a significative aperture in campo economico come un accelerazione verso la piena convertibilità dello yuan e minori vincoli per gli investitori privati (vedi articolo nella pagina a fianco). Un piano di riforme che, almeno nelle intenzioni, appare molto ambizioso per questo è stato ben accolto dai mercati. Oltre al rally di Shanghai si segnala anche il +2,73% registrato dalla Borsa di Hong Kong (secondo maggior rialzo giornaliero del 2013).
Spinta Bce per le banche
La spinta del rally asiatico non si fa sentire sull’apertura di Borsa in Europa che è improntata alla cautela per buona parte della mattinata. Il cambio di passo arriva dopo le dichiarazioni del consigliere esecutivo Bce Yves Mersch che, parlando in una conferenza a Francoforte, ha detto che i titoli di Stato nel portafoglio delle banche avranno una ponderazione di rischio pari a zero nella «asset quality review» che la Bce condurrà nel 2014. Un dettaglio di non poco conto per le banche italiane che, con 394 miliardi di titoli in portafoglio sono i primi soggetti ad essere esposti al rischio sovrano. Non stupisce quindi il rimbalzo dell’indice settoriale Ftse Italia Banche che guadagna il 3,14% arrivando quasi ad azzerare le perdite di settimana scorsa che si era chiusa con un saldo negativo del 3,83 per cento. Bene in particolare il Banco Popolare (+6,11%) che somma alla notizia positiva sul settore la conclusione della cessione, insieme ai partner Aviva e Finoa, del 79,62% di Eurovita agli americani di Jcf Flowers per 47 milioni di euro.
Bene lo swap del Tesoro
Seduta positiva anche sul fronte dei titoli di Stato. Ieri lo spread Bund-BTp è risalito di un punto a 239 punti ma più per effetto del calo dei tassi sul decennale tedesco (sceso dall’1,70 all’1,68%) che è stato più marcato di quello sull’analogo BTp, sceso al 4,07 per cento. In linea con il saggio dell’analogo titolo spagnolo.
Sul mercato primario intanto il Tesoro ha concluso con successo l’operazione “concambio” riacquistando oltre 3,38 miliardi di titoli con scadenza 2015 e 2017, a fronte dell’emissione di 3,31 miliardi del nuovo Btp quinquennale in corso di emissione con scadenza nel 2018.
Record di Wall Street
Oltreoceano intanto prosegue l’eco positiva delle parole del governatore in pectore della Fed, Janet Yellen, che la scorsa settimana ha rassicurato i mercati sul fronte della liquidità. In attesa di conoscere i verbali della riunione di ottobre della Fed che saranno pubblicati domani i mercati continuano a comprare spingendo l’indice S&P 500 oltre la soglia record di 1800 punti e il Dow Jones per la prima volta oltre 1600.

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