Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Piazza Affari in caduta, tiene lo spread

Il ritornello è noto: quando in Europa le banche soffrono, in Italia affondano. Lo si è visto tante volte nel corso degli ultimi anni di crisi finanziaria e anche ieri se ne è avuta piena conferma. Alla vigilia delle decisioni sui tassi della Bce, della Banca d’Inghilterra e della Banca del Giappone – tutte fissate per oggi -, i principali titoli del credito europeo sono stati colpiti dalle vendite. Così, mentre l’indice europeo di settore ha perso l’1,85%, segnalandosi come uno dei peggiori di giornata, il Ftse bancario italiano ha lasciato sul terreno il 2,5%. A fine seduta, Bper ha ceduto il 5,44%, Banco Popolare il 5,54%, Ubi il 3,76%; Unicredit il 4,08%, Mps il 2,78%, Intesa il 2,75%. La pioggia di ribassi – che ha toccato anche Telecom (-5,4%) – ha portato sott’acqua l’intero Ftse Mib, arretrato del 2,28%. Non che nel resto d’Europa sia andata molto meglio. Madrid ha ceduto l’1,81%, Parigi l’1,32%, Francoforte lo 0,87%, Londra l’1,08%.
I dubbi su Lisbona
Il paniere peggiore d’Europa tuttavia è stato quello portoghese. La frenata del Psi 20 di Lisbona è stata del 3,54%. Proprio il paese lusitano è una delle cause dell’intonazione negativa dei listini. Ieri il primo ministro Pedro Passos Coelho ha dovuto difendere l’operato del governo da una mozione di sfiducia avanzata dal partito socialista (respinta poi in serata), che ha chiesto una rinegoziazione delle condizioni di salvataggio. Una mossa dal valore simbolico, visto che il centro-destra mantiene una maggioranza solida in parlamento. Tuttavia il gesto è stato sufficiente ad affossare le principali banche del paese, come l’Espirito Santo e il Banco Comercial Português, entrambi caduti dell’8,8%. E ha contribuito a far arretrare tutto il settore creditizio europeo.
Le incertezze negli Usa
Gli altri elementi di pessimismo arrivavano invece dagli Stati Uniti. I dati macro-economici del mercato del lavoro e del settore dei servizi hanno spento infatti gli entusiasmi del giorno prima, quando si era registrato un balzo degli ordinativi all’industria. Nel dettaglio, l’Ism del settore non manifatturiero a marzo è calato a 54,4 da 56 di febbraio, ai livelli più bassi degli ultimi sette mesi. Non appena i dati sono stati pubblicati (alle 16 ore italiane), i listini hanno aumentato le perdite accumulate fino ad allora. E da Wall Street la sfiducia si è allargata a macchia d’olio a tutte le piazze europee. Un paio d’ore prima era stata invece la volta delle stime Adp dei nuovi occupati non agricoli privati americani. A marzo il dato è calato a 158 mila, il livello più basso degli ultimi cinque mesi e ben al di sotto delle attese degli analisti. Poco conta che il dato di febbraio sia stato rivisto verso l’alto (a 237 mila), o che la creazione di nuovi posti sia ben distribuita fra piccole (74 mila), medie (37 mila) e grandi (47 mila) imprese. Ciò che ha più colpito gli osservatori è che il comparto delle costruzioni non abbia sostanzialmente generato nuovi occupati. Un dato inusuale, se si considera che la stagione primaverile è per tradizione una delle più favorevoli agli acquisti immobiliari. Per questo gli operatori sono rimasti su posizioni molto guardinghe.
L’anomalia degli spread
La giornata è stata invece un po’ anomala sul fronte obbligazionario. Perchè in uno scenario di sostanziale avversione al rischio, i BTp si sono apprezzati, nonostante la lieve discesa nella seconda parte del pomeriggio. Il tasso sulla scadenza decennale è sceso al 4,58% ma ancora meglio è andata su quella biennale, atterrato all’1,88%. Due considerazioni. Primo: il mercato ha nuovamente dato fiducia alla mossa “guadagna-tempo” del presidente Giorgio Napolitano. Secondo: molti operatori non perdono occasione per acquistare titoli italiani a breve termine (entro i 2-3 anni) ogni volta che subiscono pesanti ribassi. L’obiettivo? Incassare ricche plusvalenze qualora dovessero scattare le Omt, le reti di salvataggio della Bce.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Siamo certamente partiti con il piede giusto». Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«L’intervento del Pnrr si colloca nel solco degli sfidanti obiettivi definiti in sede europea e n...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Squadre di lavoro ad hoc per asili e i nuovi “ospedali di comunità”. Si avvia la fase operativa...

Oggi sulla stampa