Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Piazza Affari guarda all’industria

di Guido Plutino

Come sono cambiate le prospettive di Piazza Affari dopo la schiarita del quadro politico? Milano, la Borsa che negli ultimi mesi ha perso di più, ha ora le maggiori opportunità di ripresa? In realtà sembra ancora presto per festeggiare la luna di miele tra investitori e governo dei tecnici. Il cielo dei mercati europei resta fortemente perturbato e non lascia, per ora, molto spazio a ipotesi di miglioramento in tempi rapidi. Tuttavia il risparmiatore deve saper guardare oltre il giorno per giorno e l'arrivo di qualche numero positivo aiuterebbe a uscire da una crisi di fiducia che rappresenta uno dei fattori più preoccupanti.

Non mancano certo le buone ragioni per spiegare la mancanza di interesse per gli impieghi equity e, paradossalmente, l'investitore domestico è quello più penalizzato dai mercati, nonostante la sua tradizionale prudenza e un'esposizione in genere piuttosto bassa verso le azioni. Di solito, infatti, il portafoglio delle famiglie italiane è molto investito in titoli governativi e nelle grandi privatizzazioni, talvolta con l'aggiunta di qualche titolo bancario. Asset che fino a ieri venivano percepiti come sicuri e che si sono invece rivelati vulnerabili a rischi e volatilità. A sfavore del recupero di fiducia gioca un altro potente fattore. Dopo il prevedibile rimbalzo delle Borse, sono tornate a circolare previsioni preoccupanti sul 2012. Se non sarà recessione vera e propria (come pure non pochi affermano), sarà comunque forte rallentamento. Una condizione che rende problematico un recupero prolungato del mercato azionario in generale e di quello italiano in particolare.

Lo scenario è stato sintetizzato con efficacia nell'Outlook di R&Ca Ricercaefinanza.it, che prevede un anno all'insegna di una «crescita zoppicante». I punti chiave sono: probabilità di ulteriore rallentamento in Usa e in Europa; problemi per i consumatori e per le corporate; persistente debolezza del settore immobiliare e del credito con spread in netto aumento.

Tra i giudizi interlocutori, sono significativi quelli degli operatori esteri. «L'arrivo di un nuovo quadro politico in Italia è stato accolto con un caloroso benvenuto dal mercato – riflette Keith Wade, chief economist e strategist di Schroders -, ma le sfide che il Paese deve affrontare rimangono grandi». «Non credo che il quadro migliorerà nel breve termine – precisa Tim Stevenson, manager del fondo Henderson Horizon paneuropean equity -. La situazione è piuttosto seria e sta allargandosi all'economia reale, il che abbatterà di nuovo le stime per il 2012. Per questo al momento la prospettiva è piuttosto preoccupante». Non manca però un giudizio più attenuato sull'Italia: «La situazione italiana può essere gestita – aggiunge infatti Stevenson – e qualcosa di risolutivo può essere fatto, anche se alla fine rimarranno dei punti interrogativi sulla sostenibilità dell'euro nel lungo termine e sull'integrazione fiscale».

Ancora più critica la posizione di Carmignac Gestion, che considera a rischio l'intera Eurozona: «In Europa – spiega la "Strategia di investimento per il quarto trimestre 2011" – la situazione è particolarmente preoccupante. In un universo sviluppato sempre meno in grado di generare crescita economica, gli attacchi dei mercati contro i Paesi in difficoltà provocano politiche di rigore che rafforzano le tendenze recessive. La nostra valutazione del contesto economico ci induce a un posizionamento difensivo, mantenendo al minimo l'esposizione del portafoglio all'euro».

«Per l'Europa – concordano Andrea Delitala e Marco Piersimoni, rispettivamente head of investment advisory e investment advisor di Pictet – la novità è che iniziano a vedersi dati negativi che mostrano un'economia ferma con alte probabilità di essere già in recessione. Purtroppo il rallentamento non è un fenomeno temporaneo. Persisteranno anche i differenziali di crescita tra i diversi Paesi: l'Italia sarà purtroppo tra quelli con crescita minore anche nei prossimi trimestri».

Per fortuna nel panorama di Piazza Affari non ci sono solo queste ombre. «Nonostante le previsioni di stagnazione – chiarisce Marco Passafiume, responsabile del Network investment solutions Italia di Bnl, gruppo Bnp Paribas – l'economia italiana resta solida nei suoi fondamentali. La crisi ha una radice finanziaria ed è stata alimentata dall'incertezza».

Resta da capire se la schiarita arriverà anche nel cielo di Pazza Affari. «Il recupero – risponde Passafiume – dipenderà dall'entità delle misure che prenderà il governo e dalla loro velocità di attuazione. Ne potrebbero beneficiare diversi settori a partire, secondo noi, da quello industriale. Ma sono buone anche le prospettive di recupero per il comparto dei titoli finanziari».
 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa