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Piazza Affari, in fumo 17 mld

Le borse affondano, lo spread s’impenna, l’euro perde terreno. La crisi politico-istituzionale italiana ha colpito nuovamente Piazza Affari, dove l’indice principale Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,65% a 21.351 punti. Milano ha bruciato altri 17 miliardi di euro, spinta al ribasso dal crollo dei titoli finanziari e bancari. L’incertezza sul governo Cottarelli e l’ipotesi di elezioni a breve hanno spinto il differenziale Btp-Bund, che durante la giornata ha toccato quota 320 punti, ai massimi dal 2013, per poi ripiegare in chiusura a 276 (+43 punti rispetto a lunedì), con un tasso di rendimento sul decennale al 3,20%. Intanto l’euro è scivolato ai minimi da luglio 2017.Anche gli altri listini del continente sono terminati in rosso: Madrid, influenzata dalla crisi istituzionale, ha ceduto il 2,50%, Francoforte l’1,53%, Parigi l’1,29% e Londra l’1,26%. Wall Street viaggiava sotto la parità, con il Dow Jones e il Nasdaq in calo rispettivamente del 2% e dello 0,92%.

Secondo gli esperti, i mercati si sono stancati dell’impasse politica e temono che nuove elezioni possano tradursi, di fatto, in un referendum sull’euro. La tensione è stata palpabile anche nell’asta dei Bot: il Tesoro ha collocato 5,5 miliardi di euro di titoli a sei mesi, con il rendimento decollato di 163 punti base all’1,213% e un rapporto di copertura debole a 1,19. Gli investitori, osserva Neil Wilson, analista di Markets.com, «sembrano impegnati a scaricare ogni esposizione sull’Italia, e i movimenti sull’obbligazionario richiedono attenzione, con il mercato che si muove a una velocità che non si era più vista dai tempi dell’ultima crisi della zona euro». A questo punto la domanda principale resta se la crisi rimarrà limitata all’Italia o toccherà il resto d’Europa. «I partiti populisti mireranno a trasformare le elezioni in un referendum sull’appartenenza dell’Italia all’euro», conferma Paul O’Connor, di Janus Henderson. Eventuali prove di ciò, oltre che di un aumento del consenso per Lega e 5 Stelle, «farebbero sicuramente tremare i mercati finanziari».

A Piazza Affari le vendite si sono scatenate sulle banche: Banco Bpm -6,73%, Ubi B. -4,90%, Bper -5,04%, Unicredit -5,61%, Mediobanca -4%, Intesa Sanpaolo -4,09%. In controtendenza Mps (+2,83%), rinfrancata dall’allontanamento del governo Lega-5 Stelle che avrebbe significato cambiamenti sostanziali nella gestione dell’istituto senese.

Nel settore industriale, denaro su Saipem (+3,22%), Eni (+0,13%) e Tenaris (+0,54%). Perdite frazionali per Fiat Chrysler (-0,48%) e Cnh I. (-0,10%). Pesanti Italgas (-4,96%), Snam (-4,07%) e Leonardo (-5,39%). Nel resto del listino in gran spolvero Zephyro (+34,78%), grazie all’accordo siglato da Edison per l’acquisto della società.

Nei cambi, l’euro è scivolato sotto 1,16 dollari a 1,1557: si tratta del livello minimo dallo scorso luglio. Per le materie prime, quotazioni petrolifere in rallentamento, con il Brent a 75,20 dollari (-10 centesimi) e il Wti a 66,55 (-1,33 dollari). In recupero l’oro, che guadagnava oltre 5 dollari a 1.304.

Massimo Galli

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