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Piazza Affari fanalino di coda

Giornata negativa per le borse, con quella milanese fanalino di coda, mentre lo spread continuava a salire: il Ftse Mib ha ceduto l’1,87% a 18.471. Giù anche Francoforte (-1,58%), Parigi (-1,21%) e Londra (-0,76%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo rispettivamente dell’1,85 e dell’1,38%.Intanto continua la volatilità sul mercato obbligazionario. Il differenziale Btp-Bund è balzato in apertura fino a 335, per poi ripiegare gradualmente e terminare a 327 (+6 punti), sui massimi dell’intero anno in fase di chiusura. A pesare sono due fattori: il giudizio definitivo della Commissione Ue sulla Legge di bilancio, atteso oggi, e la scarsa performance del Btp Italia. La debolezza della domanda di titoli è proseguita anche nel secondo giorno di offerta, con il collocamento totale che si è fermato a 722 milioni di euro. Ieri la raccolta è stata soltanto di 241 mln. Numeri che indicano «un momento di profonda sfiducia e paura degli investitori nei confronti dell’Italia», commenta il broker di un istituto italiano. «Se il problema è specificamente legato all’Italia, il contesto generale di mercato non ha certo aiutato». Guardando alla terza giornata di raccolta, «saremmo fortunati ad arrivare nei pressi del miliardo complessivo, ma, se il contesto non aiuta, domani il ministero dell’economia potrebbe raccogliere anche meno di 100 milioni». Concordano gli esperti di Société Générale: «Le indicazioni sulla vendita del nuovo Btp Italia agli investitori retail sono più deboli di quanto ci si aspettasse. Se l’importo finale fosse più debole rispetto a quanto previsto, potrebbero verificarsi ulteriori pressioni sui titoli di stato».

La procedura di infrazione da parte di Bruxelles sembra la soluzione inevitabile, sostiene Alessandro Tarello, di Columbia Threadneedle, ma dovrà essere accompagnata da misure per stabilizzare gli spread se i valori finissero fuori controllo. La prima potrebbe essere una proroga dei prestiti Tltro della Bce, con la quale il presidente Mario Draghi «potrebbe finanziare le banche per loro esigenze di credito, a differenza di quanto avveniva con il Qe, garantendo una certa liquidità al settore creditizio». Il secondo meccanismo potrebbe essere un commissariamento da parte dell’Esm, il Fondo salva-stati, che acquisterebbe il debito pubblico italiano in cambio di riforme strutturali importanti.

A Piazza Affari, sul paniere principale, ben comprata Enel (+0,79%, articolo a pagina 31). Poco sopra la parità A2A (+0,20%) e debole Terna (-0,35%). Forti vendite sulle banche: Banco Bpm -5,42%, Intesa Sanpaolo -2,46%, Mediobanca -2,35%, Unicredit -2,81%, Mps -3,26%, Carige -5,56%, Ubi -2,65%. In rosso anche i petroliferi, nella scia del tonfo del prezzo del greggio: Saipem -7,22%, Eni -1,82%, Tenaris -2,81%. Fra le altre blue chip lettera su Exor (-3,4%), Luxottica (-3,25%) e Banca Mediolanum (-4,47%). Ribassi meno accentuati per Brembo (-0,27%) e Buzzi Unicem (-0,19%). In controtendenza Geox (+5,08%) e Health I. (+7,87%).

Nei cambi, l’euro ha chiuso in calo sul dollaro a 1,1407 dopo avere toccato un massimo di 1,1472. Per le materie prime, pesanti vendite sul petrolio, che cedeva circa 3 dollari, con il Brent a 63,50 dollari e il Wti a 54,32.

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