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Piazza Affari diventa il centro degli scambi sui bond governativi

La Brexit riporta a Milano il centro degli scambi sui titoli di Stato. Dal 1° marzo – la data dovrebbe essere a questo punto definitiva – passeranno sotto Borsa italiana i mercati Mts cash domestics e i benchmark governativi di Ebm che prima facevano capo a “Euromts”, società di diritto britannico del gruppo London Stock Exchange, di cui fa parte anche Borsa Spa. La scelta è maturata per assicurare continuità operativa ai mercati dei titoli di Stato nati sotto la regia dell’Mts che, da piattaforma all’ingrosso per gli scambi sui titoli di Stato italiani, ha col tempo internazionalizzato la sua attività, passando da una proprietà originaria di matrice sistemica tricolore alla federazione di Borse europee Euronext, alla Borsa italiana che ha esercitato l’opzione sul mercato del reddito fisso poco prima di essere acquisita dalla Borsa londinese.
In sostanza la società di diritto inglese scomparirà e riapriranno a Milano due mercati che hanno già ottenuto l’autorizzazione Consob, autorità deputata alla vigilanza unica, all’inizio per vagliare la conformità delle regole del mercato alla regolamentazione europea e, quando inizierà l’operatività in territorio Ue, anche per prevenire e sanzionare eventuali abusi di mercato e assicurare l’ordinato svolgimento delle negoziazioni.
In pratica verrà trasferito il personale addetto a Piazza Affari, ma il mercato continuerà a svolgersi tramite scambi elettronici sulle piattaforme Mtf – multilateral trading facilities – che con l’introduzione della direttiva Mifid 2 sono in sostanza, per molti versi, assimilati ai mercati regolamentati veri e propri. Ebm, come è stato ribattezzato il listino EuroMts, è un mercato dei benchmark dei titoli di Stato dell’area euro e sovranazionali, partorito nel ’99 da Mts – ai tempi in cui la guida operativa era affidata a Gianluca Garbi – e che ha avuto come primo presidente Alexandre Lamfalussy. Un listino sovranazionale dei bond governativi che, dal mercato, ha “imposto” lo standard per i benchmark europei, stabilendo per esempio un minimo di 5 miliardi alle emissioni per poter essere negoziate. Oggi scambia circa 2 miliardi al giorno.
Sotto Mts cash domestics ci sono diverse piattaforme che trattano bond di Stato “locali” di diversi emittenti sovrani: Austria, Repubblica Ceca, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Olanda, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Israele, Cipro. Gli accordi con i rispettivi Paesi sono già stati negoziati, manca solo da ridefinire l’accordo di cooperazione con Israele, che è l’unico Paese extracomunitario del gruppo. Il mercato dei Gilt – i titoli del Tesoro Uk – resterà invece oltre Manica. Sotto Borsa italiana c’è già il mercato all’ingrosso dei titoli di Stato italiani, l’unico dove gli intermediari aderenti trattano in esclusiva in conto proprio e per questo vigilato oltre che da Consob, anche da Banca d’Italia e Tesoro.

Antonella Olivieri

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