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Piazza Affari corre con i big del credito

di Walter Riolfi

Nella speranza che l'incontro di oggi a Bruxelles tra i capi e i ministri dei governi dell'eurozona porti finalmente a una soluzione concreta, i mercati finanziari del Vecchio continente hanno visto significativi rialzi. Si sarebbe tentati di definirli rimbalzi tecnici, se non fosse che gli scambi, sulle borse e in particolare sui titoli finanziari, si sono mantenuti a buoni livelli. L'indice Stoxx è salito dell'1,31% e, per la seconda seduta consecutiva, è stata Piazza Affari (+3,04%) a guidare i rialzi: cosa rassicurante, ma anche piuttosto ovvia, poiché il nostro mercato è stato quello più bistrattato nelle passate settimane. Che nei forti rialzi del settore bancario vi sia anche una componente "tecnica", lo confermano alcuni operatori, secondo i quali i recuperi di alcuni titoli sono stati favoriti dall'urgenza di ricoprire le posizioni. Urgenza ancora più impellente quando chi ha prestato i titoli (fondi e Fondazioni) ne richiede la restituzione. Parigi ha guadagnato il 1,61%, Francoforte lo 0,4%, Madrid il 3,06% e Londra l'1,1 per cento.

Moderato ottimismo anche a Wall Street, dove alle buone notizie (brillanti risultati di Apple e Ibm e un accordo sull'innalzamento del debito pubblico che pare assai più vicino), si contrappone l'ostinata debolezza del mercato immobiliare come dimostrano le vendite di case, calate a giugno dello 0,8%. L'S&P ha chiuso a -0,07% e il Nasdaq dello 0,43%. A parte Apple (+2,67%) e Boeing (+2,18%), è stato anche qui il settore bancario al centro di una discreta effervescenza. È cresciuto di quasi il 2%, pur senza aver mai subito perdite paragonabili a quelle del comparto europeo. Il caso di Bank of America è piuttosto emblematico: perché la banca, dopo aver perso 9,1 miliardi di $ nel trimestre, ha più che recuperato, con un balzo del 2,93%, le perdite accumulate da venerdì scorso.

Ma è l'Europa che di questi tempi dà il ritmo ai mercati. La volontà di un recupero è partita ovviamente dai titoli di Stato. I rendimenti dei BTp decennali sono ulteriormente scesi (quindi è salito il prezzo dei titoli) al 5,6% (dal 5,78% del giorno prima e dal massimo del 6,17% toccato nel durante di martedì). Di conseguenza, lo spread con il Bund tedesco s'è ridotto a 286 punti (dai 306 del giorno prima e dal massimo intraday di 352 toccato nella prima mattinata di martedì). Si sono momentaneamente sopite anche le tensioni sul mercato dei credit default swap sui debiti sovrani. Il costo dei cds sui BTp era sceso ieri a 285 punti dai 330 di lunedì. E comparabili ribassi si sono visti anche sui derivati spagnoli e degli altri Paesi. Contemporaneamente stanno migliorando le cose anche sul mercato del credito per i bond corporate e, soprattutto, sono ritornati a fluire la liquidità tra gli istituti di credito sul mercato interbancario.

È naturale che i rimbalzi più significativi si siano visti sui titoli finanziari. Il comparto dei bancari a Piazza Affari ha guadagnato il 9,8% in due sedute (+7,2% quello dell'indice Stoxx euro), risalendo ai livelli di una settimana fa. Rialzi tra il 5 e il 7% hanno interessato UniCredit, Intesa, Mps e le banche europee che, come SocGen, Commerzbank e Dexia, più avevano sofferto nei giorni scorsi. Lo stesso discorso vale per i titoli assicurativi (+4,7% Generali, +4,9% Ing, +3,8% Axa, +3,8% Aegon, +4,1% Mapfre).

Il recupero dei mercati finanziari dipende interamente dalle decisioni che verranno prese quest'oggi a Bruxelles. Come ha sottolineato Jose Manuel Barroso, presidente della Commissione europea, occorrerà assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche greche, convincere i privati (le banche) a finanziare il salvataggio di Atene, irrobustire e rendere più flessibile il fondo Efsf, assicurare liquidità al sistema bancario dei Paesi più a rischio. L'incognita è ancora una volta nell'atteggiamento dalla Germania.

 

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