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Piazza Affari chiama i big del lusso

C’è il lusso nel futuro di Borsa Italiana. La piazza milanese punta a rafforzarsi come centro finanziario del settore grazie a un bacino potenziale di 100 società con le carte in regola per accedere al mercato e 5 o 6 gruppi che starebbero già scaldando i motori in vista di uno sbarco in Borsa da qui a due anni.
«Il nostro obiettivo è quello di posizionare Borsa Italiana come punto di riferimento del settore del lusso all’interno del London Stock Exchange Group – ha spiegato il responsabile europeo del mercato primario di Borsa Luca Peyrano – vogliamo attrarre a Milano più società del comparto possibili. C’è un target potenziale di un centinaio di gruppi con i requisiti per entrare in Borsa. Di queste con 5 o 6 esiste un dialogo avviato e, se tutto va bene, il biennio è un arco temporale credibile perché il loro interesse si possa trasformare in un’Ipo».
A dimostrazione della scommessa che Piazza Affari fa su questo comparto si è celebrato ieri il primo incontro Luxury&Finance, iniziativa dedicata a mettere in relazione i gruppi della moda e mondo finanziario. Dieci gruppi del lusso (si va dalle recenti matricole come Brunello Cucinelli e Salvatore Ferragamo a marchi da più tempo sui listini come Luxottica, Poltrona Frau, Tod’s, Yoox passando per Piquadro e Marcolin) hanno dato vita a circa 500 meeting con un centinaio di investitori internazionali, con il supporto di banche d’affari come Mediobanca, Bofa Merrill Lynch e JP Morgan. Accanto ai nomi del listino, nella ex “Sala delle Grida”, anche marchi non quotati e interessati alla Borsa come Pomellato e Stefano Ricci.
Il momento, certo, è delicato anche per un settore resistente alla crisi come il lusso. Poltrona Frau o Piquadro hanno spiegato ieri di aspettarsi fatturati sostanzialmente stabili nel 2012 (anche se Dario Rinero punta su un «miglioramento dei margini» e Marco Palmieri vede «segnali incoraggianti» negli ultimi tre mesi). Eppure, nonostante la volatilità, il mercato dimostra di saper ancora premiare questo settore: «Nel medio periodo la Borsa ha dimostrato di saper valorizzare le aziende del lusso con progressi dei titoli in linea con la crescita dei gruppi – ha aggiunto Peyrano – l’Italia ha una credibilità riconosciuta in questo settore e non è da escludere la nostra capacità di attrarre società dall’estero. Recentemente ci hanno contattato anche un paio di gruppi cinesi. Per loro sarebbe un modo di prendere parte a questa credibilità italiana».
«Il fatto che decine di investitori prendano l’aereo per venire qui a parlare con noi significa che non ci sono veti e che il nostro paese è credibile» chiosa Brunello Cucinelli, mentre chi ha seguito da vicino i collocamenti del settore come Stefano Rangone, direttore centrale di Mediobanca sottolinea
: «Il successo dell’iniziativa dimostra di per se la straordinaria e persistente chimica tra settore del lusso e mercato. L’innovazione e un maggior dialogo tra finanza e industria sono state tra le chiavi del successo delle recenti Ipo che abbiamo gestito nel settore e saranno determinanti per quelle future».

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