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Piazza Affari batte il passo Ma ecco chi corre ancora

Al giro di boa si mettono in mostra banche ed energia. Il bilancio dei primi 6 mesi per Piazza Affari è modesto (o addirittura negativi), ma sui fondamentali le aspettative sono tutt’altro che deludenti. La Borsa italiana mantiene infatti inalterato il suo appeal dal lato della generosità del dividendo, con una lunga lista di titoli in grado di offrire ai propri soci rendimenti oltre il 5%. Segnali positivi anche sul lato della crescita dei profitti. Nonostante le tensioni commerciali tra Usa e Cina stiano spingendo molti istituti di ricerca a rivedere al ribasso le stime sull’andamento dell’economia mondiale e italiana, il consensus degli analisti si aspetta un balzo in avanti di quasi il 30% dei profitti di Piazza Affari. A dare le maggiori soddisfazioni, sul piano dei fondamentali, saranno i titoli del settore finanziario e dell’energia trainati dal successo dei piani di ristrutturazione e dal rally del prezzo del petrolio. È questo il risultato di un’indagine condotta da «L’Economia» sulle società del listino milanese con oltre un miliardo di capitalizzazione.

RecordIl dato più rilevante, a consuntivo, è quello messo a segno da Bio-On, società attiva nel campo delle tecnologie in campo ambientale. La produzione di plastiche biodegradabili a inizio anno ha fatto un balzo del 108,5%, superando di slancio la soglia di 1 miliardo di euro di valore di mercato. Un movimento così rapido che ha preso alla sprovvista molti uffici studi. A cominciare da Banca Finnat, banca d’affari che ha accompagnato Bio-On in Borsa.

Nella ricerca pubblicata lo scorso 4 maggio gli analisti hanno espresso una raccomandazione buy (comprare ndr) con prezzo obiettivo di 37 euro, molto al di sotto delle quotazioni attuali. Stessa sorte per EnVent che il 2 luglio ha diffuso una nota con un target di 63,79 euro, e rating positivo. Quel giorno il titolo trattava 57,40 euro. Ma dietro questo poderoso rialzo ci sono comunque dei fondamentali: «per il periodo 2017-21 — si legge nel report di Finnat — stimiamo una crescita media annua del valore della produzione pari al 52,8%. L’Ebitda dovrebbe potere crescere ad un tasso medio annuo composto del 61% mentre il risultato d’esercizio portarsi dai 4,19 milioni di euro del 2017 a 54,3 milioni nel 2022».

La palma d’oro per il titolo più generoso al giro di boa se la sono contesa sino all’ultimo Azimut Holding e Intesa Sanpaolo. L’ha spuntata di un soffio la società di gestione del risparmio presieduta da Pietro Giuliani: 8,7% di yield atteso sugli utili di competenza 2018. Non abbastanza però per convincere il broker Macquarie che sul titolo, lo scorso 22 giugno ha ribadito la raccomandazione neutrale, tagliando il target price a 14,50 euro da 17 euro. Fiducia sulla società è però arrivata dai suoi stessi azionisti di riferimento riuniti in Timone, che ha incrementato la propria partecipazione dal 16,4% al 24,2%. All’operazione ha partecipato come investitore finanziario anche il fondo Peninsula.

Un’altra banca è in cima alla lista dei titoli ad alta crescita: Bper. Secondo le stime del consensus degli analisti i profitti su base annua dovrebbero fare un balzo del 139,2%. Un dato che riflette una facile comparazione con il bilancio 2016, su cui pesano ancora gli effetti delle riorganizzazione ma che dimostra il buon stato di salute dell’istituto sul quale cresce anche l’appeal speculativo. Lo scorso 2 luglio Unipol ha annunciato di aver raggiunto il 15,06% del capitale di Bper Banca nell’ambito di un’autorizzazione per raggiungere il 19,99% del capitale. «A fine settembre – scrive Websim.it — sarà cruciale la presentazione del business plan per capire le strategie che il management vorrà intraprendere: in particolare, riguardo la cessione accelerata di sofferenze di Unipol Banca, che potrebbe avere pesanti impatti sul capitale. Manteniamo visione cauta sul titolo fintanto che non verrà fatta chiarezza su futura governance. La nostra raccomandazione è neutrale con target price di 5,80 euro». Sul secondo gradino più alto del podio della crescita due titoli del comparto dell’energia: Saipem ed Eni. Su Saipem Equita Sim ha da poco confermato la raccomandazione hold (mantenere ndr) e il prezzo obiettivo a 3,55 euro. Una decisione presa dopo che il gruppo ha posto le basi per la sigla di un importante contratto in Usa per la realizzazione di un impianto nel campo delle energie rinnovabili.

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