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Piazza Affari, banche giù

Seduta debole per le borse europee, che hanno risentito dei dati Usa sul mercato del lavoro. A Milano, penalizzata dal comparto bancario, il Ftse Mib ha ceduto lo 0,70% a 20.454 punti. Ribassi più modesti a Parigi (-0,07%) e Francoforte (-0,01%), mentre Londra ha chiuso in leggero progresso (+0,07%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq viaggiavano in calo di circa lo 0,30%. Negli Stati Uniti le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione sono aumentate di 109 mila unità a quota 1,416 milioni, più del previsto.

Il rendimento del Btp decennale si è portato sotto l’1% per la prima volta da inizio marzo e lo spread con il decennale tedesco è sceso di 4 punti a 147. Continua l’effetto positivo del via libera europeo al Recovery Fund. Per gli esperti di Fitch il fondo da 750 miliardi di euro rappresenta un supporto per i rating sovrani del continente, rafforzando le basi architettoniche dell’Eurozona. «È un supporto netto per i rating dell’Unione europea nel medio termine, in particolare per i principali beneficiari del Recovery Plan, ovvero gli Stati più poveri e quelli più colpiti dalla pandemia, che si trovano principalmente nell’Europa meridionale e orientale».

A piazza Affari ben comprata Unipol (+3,96% a 3,89 euro), su cui Equita sim ha alzato il prezzo obiettivo del 6% a 5,20 euro confermando il giudizio buy. Bene anche Juventus (+2,09%), Moncler (+1,64%) e Campari (+1,95%). Fra gli industriali in progresso Cnh I. (+2,39%), Prysmian (+0,83%), Ferrari (+0,66%) e Fiat Chrysler (+0,62%), mentre hanno perso terreno Leonardo (-0,64%) e Buzzi Unicem (-1,75%). In rialzo frazionale Pirelli (+0,37%). Sotto la lente degli analisti Stm (-0,41% a 26,57 euro) dopo i conti trimestrali (articolo alla pagina seguente): Banca Akros ha migliorato la valutazione a accumulate, con il target price rivisto da 26 a 30 euro.

Le banche hanno risentito delle indiscrezioni di mercato secondo cui la Bce, considerata l’incertezza sull’evoluzione economica, intende confermare la sospensione dei dividendi per l’intero anno, andando oltre l’attuale scadenza del 1° ottobre: Bper ha perso il 3,45%, Banco Bpm il 3,19%, Unicredit il 2,47%, Mediobanca l’1,73%, Intesa Sanpaolo l’1,44%, Ubi l’1,24%, Mps il 3,42%, B.P.Sondrio lo 0,77%. Giù anche Banca Ifis (-3,18% a 9,58 euro): Banca Akros ha abbassato il rating a neutral, ribadendo l’obiettivo a 10 euro.

Pesante Atlantia (-2,71%), mentre fra le mid cap hanno guadagnato Datalogic (+3,89%), Sesa (+2,34%), Anima H. (+2,05%) e Unipolsai (+1,11%). In gran spolvero Giglio G. (+5,96%) dopo i conti del trimestre.

Nei cambi, l’euro viaggiava sui massimi di seduta a 1,1591 dollari.

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