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Piazza Affari azzera i rialzi del 2012

di Andrea Franceschi

Il nervosismo continua a farla da padrone sui listini europei. Ieri la seduta è stata a due velocità con una mattinata segnata dalle vendite ed un recupero nel pomeriggio. Il saldo finale è positivo per il Cac 40 di Parigi (+0,19%) e il Ftse 100 di Londra (0,35%). Sul filo della parità invece Francoforte e Madrd mentre il Ftse Mib di Piazza Affari ha chiuso in leggero ribasso (-0,20%). Nel corso della seduta l'indice delle "blue chip" è sceso sotto quota 15mila punti, arrivando quindi ai livelli di inizio anno. Poi però ha recuperato nel finale di seduta. Contrastata la chiusura di Wall Street. Nel giorno in cui sono stati pubblicati i dati sui sussidi di disoccupazione, leggermente peggiori delle attese, gli indici Dow Jones ed S&P 500 hanno chiuso appena sotto la parità mentre il Nasdaq ha archiviato la seduta in in rialzo dello 0,43 per cento.
Bancari sotto pressione
Anche ieri i debiti sovrani dei paesi periferici dell'Eurozona sono stati bersagliati dalle vendite (vedi articolo a pag. 11). Come normalmente accade, i ribassi hanno contagiato anche il settore bancario, il più esposto in titoli governativi. Ieri il Ftse Italia Banks ha chiuso in calo del 2,23 per cento facendo peggio del comparto a livello europeo (-0,47% l'indice settoriale Stoxx 600). Un copione che si ripete da tre settimane. Negli ultimi venti giorni il Ftse Italia Banks ha perso circa il 20 per cento. Un tonfo che ha annullato i rialzi dei primi mesi del 2012. Per il settore, il saldo da inizio anno è negativo del 6,67 per cento. Hanno fatto peggio solo le utilities (-10,86%) e la chimica (-7,16%). «Una correzione era attesa – spiega Gianluca Verzelli vicedirettore centrale di Banca Akros – dopo un inizio anno in forte rialzo». Le attuali quotazioni tuttavia vengono considerate da più parti esageratamente basse. «Le banche italiane si sono finanziate a basso costo alle aste Bce reinvestendo questi fondi in titoli italiani e lucrando sul differenziale di interesse. Non mi sorprenderei più di tanto se questo "carry trade" si concretizzasse in lauti profitti nei conti trimestrali» osserva Domenico Rizzuto di DR Finance Consulting che si attende un recupero dei titoli bancari quotati a Milano.
In questi chiari di luna sui mercati tuttavia resta molta incertezza e più di un operatore dice di «navigare a vista». Sul settore bancario peraltro rischia di abbattersi una nuova tegola dalle agenzie di rating. Secondo il blog Zerohedge, Moody's si appresta a tagliare nelle prossime settimane il rating di 114 banche a partire da quelle di Spagna e Italia.
Corre il franco svizzero
Le incertezze sulla crisi dei debiti sovrani hanno fatto sentire i loro effetti anche sui mercati valutari. L'euro ha perso terreno nei confronti di tutte le principali valute scendendo sotto quota 1,31 dollari. Come già avvenuto nella seconda metà del 2011 gli investitori hanno puntato sul franco svizzero, considerato bene rifugio. La valuta elvetica ha superato per poco quota 1,2 euro, fissata dalla Banca centrale svizzera come tetto massimo. Questa soglia era stata fissata lo scorso settembre per evitare che un eccessivo rafforzamento della valuta danneggiasse l'economia. Ieri un portavoce ha dichiarato che la banca centrale è pronta ad acquistare valuta in quantità illimitate pur di mantenerla sotto quota 1,2 euro.

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