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Piattaforme web spie del fisco

Amazon, Uber, Airbnb, Instagram e Google dovranno informare il fisco sull’identità di chi si arricchisce tramite le piattaforme. Scambio di informazioni automatico sul reddito degli operatori economici che vendono prodotti o servizi sulle piattaforme digitali. Arrivano norme più stringenti per le piattaforme digitali, che, con la revisione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (Dac7) dovranno conformarsi alle regole di trasparenza fiscale in materia di rendicontazione. È quanto previsto, fra le altre cose, dal pacchetto fiscale presentato ieri dalla Commissione europea e basato su tre principali assi di intervento pensati per rispondere alle esigenze di cittadini e imprese derivanti dalla crisi pandemica. Una tassazione giusta, efficiente e sostenibile per garantire agli stati membri delle entrate fiscali certe in modo tale da investire sui settori maggiormente colpiti dalla congiuntura economica negativa. Andiamo per ordine.

Un piano d’azione per una tassazione semplice e giusta

25 iniziative incluse nel piano d’azione (Tax action plan) che la Commissione europea promuoverà da oggi al 2024, presentate nella Comunicazione n. 312 del 15 luglio 2020. In particolare, le misure serviranno a ridurre gli ostacoli fiscali e i fardelli amministrativi non necessari presenti nel mercato unico, ad aiutare i paesi membri nel far rispettare le regole fiscali esistenti e le autorità competenti nell’uso dei dati tributari, così come a promuovere i diritti dei contribuenti europei. Nel breve periodo, si annuncia la creazione di un quadro coordinato di ottemperanza (Eu cooperative compliance framework), nuove raccomandazioni per migliorare l’assistenza nel recupero delle tasse non pagate, l’aggiornamento della Dac7 in modo tale da includervi le cripto valute e il denaro elettronico, l’introduzione di un osservatorio fiscale europeo per monitorare le principali tendenze in materia così come la creazione di una Carta dei diritti dei contribuenti e la revisione delle regole sull’Iva ai servizi finanziari. La Commissione prevede inoltre una serie di provvedimenti per il medio-lungo periodo, come la proposta di una singola registrazione europea per l’Iva, regole più stringenti per la determinazione della residenza fiscale, la trasformazione di Eurofisc – il progetto di collaborazione reciproca tra paesi in materia di cooperazione amministrativa e lotta alle frodi Iva – in un vero e proprio hub europeo che serva, oltre agli scopi Iva, anche alle autorità competenti sui mercati finanziari e le dogane, come l’Europol.

Una revisione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa

Estendere le regole europee di trasparenza fiscale anche alle piattaforme digitali. È questo lo scopo della proposta di revisione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (cosiddetta Dac7) 2011/16/EU. Così facendo, i paesi membri potrebbero automaticamente scambiarsi le informazioni necessarie sui redditi generati dai venditori operanti nelle piattaforme, permettendo non solo alle autorità nazionali di identificare situazioni da tassare, ma anche di ridurre il fardello amministrativo che pesa sulle piattaforme stesse, che devono spesso gestire molti e diversi requisiti nazionali di rendicontazione. Le regole sarebbero ugualmente applicabili a tutte le piattaforme che risiedono, sono gestite o hanno una presenza fisica nell’Ue o facilitano attività nell’Ue. Non sono rivolte a specifiche piattaforme ma propongono un set uniforme di regole per la collettività. La proposta introduce, per le stesse, l’obbligo di informare le autorità nazionali sui redditi guadagnati dagli operatori economici operanti nelle piattaforme e derivanti dalle medesime. Le regole riguardano la fornitura di servizi (a cottimo o a prestazione), la vendita di beni, la locazione di beni immobili, il noleggio di qualsiasi mezzo di trasporto e l’investimento o il prestito tramite finanziamento collettivo. L’obbligo di rendicontazione è valido sia per le piattaforme europee che per quelle estere, che dovranno riportare le informazioni dovute solamente in un paese membro e una volta l’anno soltanto. Successivamente, gli stati saranno in grado di scambiarsi le relative informazioni, aiutandosi ad identificare eventuali soggetti da tassare.

Good governante dentro e fuori l’Ue

Trasparenza e una tassazione equa. Sono questi i pilastri su cui si basa la Comunicazione sulla Good Governance n. 313, che include una riforma del Codice di condotta nella tassazione d’impresa, oltre a prevedere dei miglioramenti sulla lista europea delle giurisdizioni non cooperative. La comunicazione getta anche le fondamenta per una più ampia strategia di aiuto in ambito fiscale ai paesi in via di sviluppo, coerentemente all’Agenda 2030 sullo sviluppo sostenibile.

A margine della presentazione del pacchetto fiscale, il Commissario all’economia Paolo Gentiloni ha sottolineato come la Commissione stia “lavorando per la possibile applicazione dell’articolo 116 del Tfue nel campo delle politiche fiscali”, che permetterebbe il superamento dell’unanimità in favore del voto a maggioranza qualificata. Il Vice-presidente Valdis Dombrovskis ha invece insistito sulla necessità di garantire un flusso di entrate certo e rapido per la ripresa economica, così come l’esigenza di promuovere una buona governance a livello mondiale per aderire a degli standard condivisi.

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