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Piattaforme hi teche capitale umano «Spinta per crescere»

Generali, Sara Assicurazioni, Salesforce, Lavazza, Vivienne Westwood, Bnl, Save the Duck, Unicredit. Cosa hanno in comune queste aziende così diverse tra loro? – Una sostenibilità digitale, che si integra all’interno della supply chain, con l’intelligenza artificiale e il ruolo delle donne nella tecnologia. Nuovi paradigmi illustrati ieri durante «Intrust Day, l’evento promosso da Intesa — società del gruppo Ibm, dal 1987 al fianco delle aziende nel processo di digitalizzazione — che ha permesso di fare il punto sull’innovazione delle aziende in Italia.

«Tre anni fa abbiamo deciso di scrivere una nuova pagina nella nostra storia ultratrentennale individuando alcuni trend; l’open platform (piattaforme aperte) è rientrato nelle nostre osservazioni ed è stato sposato per il nostro riposizionamento sul mercato», ha detto Pietro Lanza, presidente di Intesa, riflettendo sulle nuove competenze necessarie per gestire i nuovi modelli di lavoro. «Abbiamo ridisegnate i servizi — ha aggiunto — e così acquisito nuove capacità sulla blockchain, sull’intelligenza artificiale e sull’Internet delle cose».

Una svolta che cambierà anche metodologie di lavoro in azienda: «Sì, Intesa si vuole riposizionare come partner strategico per i propri clienti e questo ha portato a sempre maggiori progettualità in area technology, ampliando la platea e declinando metodi come il design thinking per creare ulteriore coinvolgimento». Un esempio è il conseguimento pochi giorni fa dell’accreditamento AgID come service provider: Intesa, già accreditata come identity provider AgID, da questo momento potrà non solo rilasciare le identità Spid, ma anche abilitare 21 milioni di utenti ad accedere facilmente a servizi innovativi. Ma anche sulla catena di fornitura bisogna tenere il passo. Per Francesca Cravotto, Suplly Chain Solutions Consultant, la vera sfida si giocherà su tavoli complessi come le movimentazioni merci, gli input generati da fornitori, canali meteo e social: «Il gap da colmare sta nella capacità di correlare tutte le informazioni che in un determinato momento possono impattare sulla supply chain; noi abbiamo una competenza ormai storica e possiamo suggerire tante proposte in campo logistico».

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