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Il piano Ue per l’Italia “Privatizzazioni e tagli a debito e sofferenze”

L’Italia ottiene tutti i margini di flessibilità che aveva richiesto. Ma resta sotto stretta sorveglianza e sotto minaccia di procedura. La promozione dei nostri conti pubblici sarà infatti sottoposta ad una verifica in autunno per controllare che la Finanziaria 2017 rispetti effettivamente l’obiettivo di un deficit nominale ridotto all’1,8, come si impegnato a fare il ministro Padoan.
E’ questa la sostanza del giudizio dato ieri dalla Commissione europea (tramite Pierre Moscovici) sulla legge di bilancio 2016, giudizio lungamente rimandato e oggetto di una intensissima trattativa con il governo italiano. Per Renzi e Padoan si tratta di un indubbio successo. Bruxelles, applicando tutti i margini di flessibilità che poteva concedere, considera compatibili con le regole di bilancio Ue sia il deficit al 2,3 per cento di quest’anno, sia un deficit all’1,8 per l’anno prossimo, quando il fabbisogno avrebbe in teoria dovuto scendere all’1,1 per cento. E dunque, per ora, non mette l’Italia sotto procedura. «Grazie a queste decisioni il percorso di riduzione del deficit e del debito del paese puo’ proseguire un modo graduale ed economicamente sostenibile, evitando piu’ di 25 miliardi di tagli o tasse che avrebbero messo a repentaglio la ripresa, l’occupazione e le politiche sociali», commenta con soddisfazione Roberto Gualtieri, presidente della Commissione economica del Parlamento europeo e uno dei negoziatori-ombra dell’accordo.
Ma evidentemente Bruxelles non si fida poi troppo delle promesse italiane. La Commissione vuole evitare di trovarsi di fronte a sorprese come avvenne l’anno scorso, quando il governo presentò una Finanziaria con un defeficit programmato del 2,2% (poi salito a 2,4) nonostante l’impegno preso a primavera di restare sotto l’1,8%. Da qui la verifica prevista per l’autunno, quando il testo della Finanziaria 2017 sarà sul tavolo. Lo strumento prescelto, sulla base dell’articolo 126.3 del Trattato, consentirà infatti a Bruxelles di aprire immediatamente una procedura per deficit e debito eccessivo qualora gli impegni presi non venissero mantenuti, senza aspettare la primavera del 2018 come vorrebbe la prassi. Il ministro Padoan, comunque, anche ieri ha confermato le proprie intenzioni: «l’impegno del governo e’ stato scritto nella mia lettera di risposta ai commissari ed è di fare l’1,8 di deficit nominale nel 2017, impegno che viene ribadito». Anche Renzi ha espresso soddisfazione per il responso di Bruxelles: « Oggi è arrivata l’ufficializzazione da Bruxelles con buona pace di chi si augurava un fallimento del nostro paese. C’è molto da fare, ancora. Ma l’Italia è tornata alla credibilità grazie alle tante riforme di questi anni».
La Commissione ieri ha anche presentato una serie di raccomandazioni specifiche che vengono indirizzate al governo italiano in cinque punti. 1) Accelerare le privatizzazioni e utilizzarne i proventi per ridurre il debito. Spostare il carico fiscale dal lavoro verso i patrimoni e i consumi. Tagliare le riduzioni fiscali e completare la riforma del catasto entro metà 2017. 2)Adottare i decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione e rafforzare la lotta alla corruzione rivedendo le norme sulla prescrizione entro il 2016. Ridurre la durata dei processi civili. 3) Accelerare la riduzione dei prestiti in sofferenza e completare la riforma della governance del sistema bancario. 4) Completare la riforma del mercato del lavoro. Adottare e mettere in esecuzione una strategia contro la povertà e rivedere e razionalizzare la spesa sociale. 5) Adottare rapidamente la legge sulla concorrenza e prendere ulteriori misure per aumentare la concorrenza nelle professioni, nei trasporti, nella sanità, nel commercio al dettaglio e nel sistema delle concessioni.

Andrea Bonanni

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