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Piano Ue contro le fake news e un ultimatum per i social

Le scuse non bastano, l’Europa prepara una battaglia a tutto campo contro Facebook e più in generale contro i giganti della Rete, social o motori di ricerca che siano. La campagna di Bruxelles si distenderà su tre date che toccheranno i mesi di aprile, maggio e giugno. Dall’estate il rapporto tra Unione e industria digitale avrà completamente cambiato volto. Nuove regole, più trasparenza, obbligo nelle scuole di tutto il continente di educare i ragazzi all’uso delle piattaforme Internet e sanzioni, che presto potrebbero colpire anche l’azienda di Mark Zuckerberg se non chiuderà subito le falle messe a nudo dal caso Cambridge Analytica.
La prima tappa il 25 aprile, quando la Commissione europea approverà il piano anti fake news sul quale lavora da mesi. Primo, Bruxelles imporrà ai social un regime di trasparenza assoluta sull’utilizzo dei dati degli utenti. Facebook e gli altri tramite l’autoregolamentazione dovranno comunicare ai navigatori se i loro dati saranno usati a fini commerciali o politici. Gli utenti dovranno autorizzare questo utilizzo e se ritireranno il consenso i loro dati dovranno essere cancellati. Secondo, i social saranno obbligati a rendere noto se c’è una campagna politica in corso sulle loro pagine, così come dovranno comunicare chi ne sono gli autori (partiti o aziende che siano) e per conto di chi agiscono. Terzo, la Commissione europea chiederà alle aziende digitali massicci investimenti per rendere i loro algoritmi in grado di scovare le fake news, di smascherare i trolls e di rimuovere i video che inneggiano alla violenza e all’odio. A maggior ragione dovranno essere capaci di non vendere, al contrario di quando accaduto in passato, pubblicità associate a filmati violenti (l’esempio che circola a Bruxelles è quello di spot sovrapposti ai video dell’Isis).
Tra due settimane non arriverà invece la possibilità per i governi di cancellare i fake, altrimenti si aprirebbe la porta alla censura di Stato che potrebbe portare ad abusi o censura. Per questo si imporrà ai social l’autoregolamentazione anche perché sono i soli a poter lavorare sui loro algoritmi. Ma per contrastare i falsi, per proteggersi da truffe o uso illecito dei dati, così come per permettere agli utenti di riconoscere quando sono di fronte alla propaganda politica, Bruxelles renderà obbligatorio insegnare nelle scuole di tutto il continente un atteggiamento critico rispetto ai contenuti dei social e della Rete.
Una vera e propria educazione digitale per i più giovani, spesso esposti anche a truffe o adescamenti online. Per raggiungere questo scopo la Commissione ha già depositato un emendamento alla nuova direttiva sul digitale che sarà votata tra maggio e giugno dal Parlamento europeo. E per contrastare le fake news l’Europa cercherà di aiutare le Ong che fanno fact checking. Ma soprattutto proverà a tutelare il giornalismo chiedendo ai social di lavorare di più con i professionisti dell’informazione e facendo pressione su governi e partiti politici affinché vengano approvate le nuove regole sul diritto d‘autore previste sempre dalla direttiva sul digitale in discussione al Parlamento europeo: in sostanza verrebbe riconosciuto il diritto delle testate giornalistiche a venir pagate dalle piattaforme Internet che usano i loro contenuti accordando alle aziende la possibilità di rappresentare i loro giornalisti (diritto connesso) per chiudere accordi con le piattaforme o, in caso contrario, di portarle in tribunale (oggi non possono).
Ma c’è anche il capitolo sanzioni, che verrà aperto il 25 maggio quando entreranno in vigore le nuove norme sulla protezione dei dati (diverse dal piano anti fake news, che dovrà passare al vaglio di governi e Parlamento Ue). Grazie a queste regole, le autorità nazionali di protezione dei dati potranno infliggere multe fino al 4% del fatturato globale dei giganti del Web che non rispetteranno le prescrizione europee. Nel caso Facebook- Cambridge Analytica, spiegano a Bruxelles, le authority verificheranno se le pratiche illegali siano ancora in corso e nel caso partiranno subito con le sanzioni miliardarie contro la creatura di Zuckerberg. Oggi infine la Commissione varerà le nuove regole per la protezione dei consumatori: se sono state pensate per reagire al Dieselgate (ci saranno multe fino al 4% del fatturato anche per le industrie tradizionali che violeranno le regole e l’obbligo di risarcire i consumatori), una parte della direttiva riguarda il commercio online imponendo più trasparenza (anche sui dati) alle piattaforme che vendono in Rete.

Alberto D’Argenio

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