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Piano sviluppo più light: fondo incentivi ridotto e stop al bonus ricerca

ROMA – Rinviato e ridimensionato il pacchetto sviluppo. L’emergenza del terremoto impone lo slittamento dei tre decreti che sono in preparazione ormai da diverse settimane – incentivi, infrastrutture e merito – e che hanno via via perso alcuni importanti tasselli per veti incrociati tra ministri e per i rilievi dei tecnici della Ragioneria dello Stato. Il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera e quello del Miur Francesco Profumo spingono per la convocazione praticamente immediata di un nuovo Consiglio dei ministri, già domani, ma non c’è ancora una convocazione ufficiale e non si esclude un altro rinvio.
La riforma degli incentivi
I rilievi della Ragioneria hanno colpito duro il credito di imposta alla ricerca. Lo Sviluppo economico ha studiato prima un abbassamento del massimale per ogni esercizio fiscale, che nella bozza esaminata era fissato a 600mila euro, poi ha dovuto alzare bandiera bianca: al momento mancano le coperture. Così, all’articolo 3 resta solo l’istituzione «presso il Mise, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, di una commissione per la valutazione delle migliori pratiche a livello europeo in merito alle politiche pubbliche di sostegno alla spesa in ricerca e sviluppo pubblica e privata».
La bozza Passera cambia poi in diversi altri punti, probabilmente per effetto delle valutazioni giunte anche da Francesco Giavazzi, il consulente nominato dal presidente del Consiglio. La dotazione del Fondo per la crescita sostenibile si riduce: anche la nuova bozza prevede che inglobi tutte le risorse provenienti dalle norme abrogate ma, a differenza della versione precedente, fissa un tetto di 1,4 miliardi a quanto potrà essere assorbito dalle risorse non ancora utilizzate del Fondo rotativo imprese della Cassa depositi e prestiti (2 miliardi di euro). La nuova bozza stabilisce inoltre che contributi in conto capitale e contributi in conto interesse potranno essere erogati solo per gli interventi cofinanziati dalla Ue o dalle regioni. Salta anche la norma sull’«erogazione di somme su residui perenti» che avrebbe dovuto assicurare una tempistica certa dei pagamenti dovuti dalla Pa nei confronti delle imprese.
Infrastrutture-edilizia
I rilievi del ministero dell’Economia sulle coperture imporranno un tetto temporale al nuovo bonus per le ristrutturazioni edilizie. La detrazione passa dal 36 al 50% (fino ad un ammontare complessivo di 96mila euro) ma non sarà più strutturale bensì valevole fino al 31 dicembre 2014. Confermata, invece, la proroga a fine 2013 del bonus 55% per la riqualificazione energetica e l’esenzione Imu per tre anni sugli immobili delle imprese costruttrici rimasti invenduti. Previsto un Fondo per l’attuazione del «Piano nazionale per le città», nel quale confluiscono le risorse, non utilizzate o provenienti da revoche, relative a programmi in materia di edilizia, di competenza dello stesso ministero, che secondo la relazione tecnica ammontano a circa 225 milioni di euro.
Fisco e Srl
Le compensazioni dei crediti Iva aumenteranno da 500mila a 700mila euro anziché a 1 milione come era invece indicato nella bozza passata al setaccio dalla Ragioneria dello Stato. Depotenziata anche la norma che prevedeva l’estensione della Srl semplificata senza limiti di età. La nuova bozza infatti estende a tutti, senza vincoli anagrafici, la possibilità di creare con una procedura veloce una Srl, ma solo per gli under 35 «l’atto costitutivo e l’iscrizione nel registro delle imprese» saranno esenti dal bollo e non saranno dovuti onorari notarili.

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