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Piano straordinario sui ruoli

Piano straordinario per lo smaltimento delle cartelle, da una mini proroga a una nuova definizione agevolata. Indennizzi anche ai professionisti e azzeramento dei minimi contributivi per le partite Iva che hanno avuto un calo del fatturato maggiore uguale al 33% nel 2020 (si veda altro articolo a pag. 38). Inoltre, indennizzi ad hoc per il turismo invernale. Il viceministro dell’economia Antonio Misiani, intervenuto ieri al IV Forum dei commercialisti ed esperti contabili, organizzato da ItaliaOggi, sulle novità della legge di Bilancio, ha anticipato i contenuti del decreto legge Ristori 5, annunciato il voto allo scostamento (fino a 30 miliardi) in consiglio dei ministri e la natura del provvedimento, «ampio e articolato». «La sfida per la politica economica è duplice», ha detto, «sostenere nell’emergenza famiglie, lavoratori, imprese a reggere i colpi della recessione lo abbiamo fatto nel 2020 con una serie di decreti, varati da marzo in avanti che valgono 108 mld di euro, quasi 7 punti di pil. Continuiamo a farlo con una legge Bilancio da 40 mld che contiene una significativa componente legata alla gestione dell’emergenza. E vogliamo continuare a farlo chiedendo un ulteriore scostamento di bilancio al Parlamento: dovrebbe essere sul tavolo del consiglio dei ministri convocato nelle prossime ore, per poi utilizzare quelle risorse con un nuovo decreto Ristori il 5, più ampio e articolato dei decreti Ristori che il parlamento ha discusso e varato nel mese di dicembre». MIsiani ha poi difeso le misure inserite in manovra. «Ci sono state tante polemiche legittime sui bonus ma vorrei ricordare che è la legge di bilancio che finanzia l’avvio della riforma fiscale e che credo abbia costruito risposte importanti a quel mondo di lavoro autonomo e professionisti duramente colpito dalla crisi». Per il capitolo più strettamente fiscale, il viceministro ha illustrato le novità soprattutto per quanto riguarda la mina da disinnescare: la ripartenza degli atti fiscali, 50 mln tra cartelle e avvisi di accertamento dell’Agenzia delle entrate, che dal 1° gennaio possono essere rinotificati e per cui è ripartito il calcolo degli interessi. Sulla montagna di cartelle esattoriali rinviate nel 2020 e che rischiano di arrivare nel 2021, Misiani riconosce che è «necessario un intervento, è necessario mettere sul tappeto molto rapidamente tutta una serie di strumenti: una proroga ponte, uno scaglionamento degli invii molto più diluiti nel tempo, una rateizzazione più conveniente nel tempo. Nel dibattito è presente il tema di una definizione agevolata piuttosto di un intervento di saldo e stralcio. Bisogna decidere». Non fa mistero, Misiani, che occorre far presto nel prendere una decisione nella direzione dell’alleggerimento perché si presenta una bomba sociale, considerata la crisi economica che nasce nel 2020 e prosegue nel 2021, e un problema sanitario. «Non possiamo permetterci code e affollamento di contribuenti negli uffici pubblici per fare i conti con milioni di cartelle esattoriali», ribadisce Misiani, che considera la crisi di governo un non aiuto da questo punto di vista.

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