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Piano straordinario per il suolo

Piano straordinario per la difesa del suolo, con 180 risorse per milioni in tre anni, e immediata cantierizzazione degli interventi già finanziati; prevista la revoca delle risorse già stanziate dal Cipe e quelle non impegnate entro fine 2013, per un totale di 1,4 miliardi, se non verrà pubblicato il bando di gara, o affidati i lavori entro fine dicembre 2014; piano straordinario per bonificare le discariche abusive e piano straordinario di tutela della risorsa idrica (90 milioni).

Sono questi alcuni degli interventi previsti per l’ambiente e la difesa del suolo dall’articolo 5 del disegno di legge di stabilità presentato oggi in Parlamento.

Un primo obiettivo che l’articolo 5 si pone è quello di rendere più incisivi gli interventi straordinari per la difesa del suolo; lo si fa da un lato, stanziando risorse (30 milioni per il 2014, 50 milioni per il 2015 e 100 milioni per il 2016) e, dall’altro, disponendo che altre risorse siano utilizzate per progetti immediatamente cantierabili, al fine di permettere che gli interventi di messa in sicurezza del territorio possano essere rapidamente avviati nel 2014.

Si tratta, in quest’ultimo caso, di risorse utilizzabili fino a un massimo di 600 milioni (quelle non impegnate) e di 804,7 milioni (quelle riferibili alle delibere Cipe n. 6 e n. 8 del 2012). Tutta la procedura viene delineata con un ruolo di propulsione e avvio del ministero dell’ambiente che dovrà fare una verifica sugli accordi di programma in essere e sui relativi crono programmi al fine di rendere più celere l’attuazione degli interventi di maggiore rischio per le persone; il tutto dovrebbe essere reso operativo entro il 30 aprile con l’apporto dei soggetti destinatari delle risorse che dovranno riferire al ministero e al Cipe sullo stato di attuazione degli interventi. Previste anche precise scadenze entro le quali occorre attuare quanto dispone la norma: se infatti, entro il 31 dicembre 2014, non sarà pubblicato il bando di gara ovvero non si sarà proceduto all’affidamento dei lavori, la norma stabilisce che si procederà, con decreto, alla revoca del finanziamento statale e alla riallocazione delle risorse su altri interventi contro il dissesto idrogeologico. Se vi sarà necessità di ulteriori fabbisogni finanziari per completare gli interventi ciò dovrà eventualmente emergere da una apposita relazione del ministero da presentare al Cipe entro fine settembre 2014. Sul piano organizzativo e locale la norma estende da tre a sei anni il termine entro il quale possono essere nominati commissari straordinari per situazioni a più elevato rischio idrogeologico, al fine di salvaguardare la sicurezza delle infrastrutture e il patrimonio ambientale e culturale. L’articolo 5 prevede inoltre un Piano straordinario di tutela e gestione della risorsa idrica (con fondi pari a 90 milioni dal 2014 al 2016), per potenziare la capacità di depurazione dei reflui urbani, da approvarsi con decreto del ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, preceduto da uno o più accordi di programma con gli enti territoriali e locali interessati. In particolare, si prevede che il piano individui gli interventi necessari da attuare con accordi di programma e i soggetti tenuti all’attuazione (enti territoriali e locali), nonché le modalità di erogazione del finanziamento. Gli interventi saranno soggetti al monitoraggio previsto dal decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche, di verifica dell’utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti. Viene inoltre attivato un programma di interventi da realizzare con le risorse di un fondo di dotazione di 30 milioni per il 2014 e 30 per il 2015, per effettuare la bonifica delle discariche abusive anche in relazione alla procedura di infrazione n. 2003/2007, relativa alla presenza di circa 200 discariche abusive sul territorio italiano. Il rischio è quello di una imminente condanna a titolo di penalità forfettaria e a circa 256.819 euro giornalieri per ogni ulteriore giorno di ritardo.

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