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Piano salva-banche, le Borse festeggiano. Trichet: Italia, più sforzi

di Marika de Feo

BERLINO — «I tempi del mio mandato non sono mai stati tranquilli, ma negli ultimi anni di crisi siamo passati attraverso tempeste e perfino uragani», ha commentato ieri Jean-Claude Trichet, con tono molto calmo, di chi è abituato, come esperto velista, ad affrontare il mare in tempesta senza perdere il sangue freddo. E per sbloccare quest'ultimo «uragano», che si è abbattuto sulle banche dell'eurozona e riportare la fiducia nei mercati, il presidente uscente della Bce, nella sua ultima conferenza stampa tenuta ieri nella sede berlinese della Bundesbank, ha annunciato provvedimenti straordinari di «grande ampiezza». In mattinata, anche la Banca di Inghilterra aveva annunciato nuovi provvedimenti espansivi da 75 miliardi di sterline.

Mentre la Bce farà partire in ottobre e in dicembre due aste a 12 e a 13 mesi, per rifornire di liquidità illimitata e a tasso fisso gli istituti di credito praticamente fino alla fine del 2012. E lascerà aperti fino a metà del 2012 i rubinetti delle altre aste a una settimana, un mese e tre mesi, rivitalizzando nel frattempo il programma di acquisto di covered bonds (garantiti dai governi o da immobili) dalle banche sul mercato primario e secondario per un totale di 40 miliardi di euro entro il 2012. Il messaggio ai mercati è risultato chiarissimo: formalmente la Bce non è forse il prestatore di ultima istanza che molti desiderano.

Ma di fatto è in grado di fare di tutto per difendere l'euro e la sua credibilità, e riportare la fiducia nei mercati. Queste misure e la speranza di piani governativi per ricapitalizzare le banche, auspicati da anni da Trichet, hanno spronato la moneta unica oltre quota 1,34 dollari. Mentre le borse-valori euforiche hanno guadagnato a Milano il 3,55%, a Londra il 3,71%, a Francoforte il 3,15%, e a Parigi il 3,41%.Nel frattempo, è calata la pressione sui titoli di stato italiani e lo spread si è attestato a quota 354 punti base, con i buoni del Tesoro italiani scambiati a un tasso del 5,42%.

Dell'Italia ha parlato ieri anche Christine Lagarde, dopo un incontro con la cancelliera Angela Merkel. Alla domanda di un possibile intervento del Fondo monetario per allentare le tensioni sui titoli di Stato italiani, il numero uno dell'Fmi ha risposto: «Con una capacità di circa 400 miliardi di dollari, abbiamo le risorse sufficienti per aiutare i paesi in difficoltà». Altri provvedimenti poi sono in arrivo sui tassi. Se ieri la Bce ha lasciato invariato il costo del denaro all'1,5%, lasciando «la polvere (da sparo) ancora secca», come dicono in "gergo" i banchieri centrali, Trichet ha aperto la porta a un taglio dei tassi di interesse. Da attuare, secondo gli operatori, forse già in novembre o dicembre e in modo consistente — lo 0,50% — come taluni economisti avevano previsto già per ieri. Perché Trichet non ha più giudicato «accomodanti», cioè espansivi, i tassi di interesse. Specificando, anzi, che le «prolungate tensioni nei mercati finanziari e gli effetti sfavorevoli sulle condizioni di rifinanziamento freneranno» la crescita. Con un potenziale credit crunch e un clima di «incertezza particolarmente elevata», quest'ultima sarà «molto moderata» nella seconda metà dell'anno, con i rischi «al ribasso» per cali oltre il previsto (l'1,6% nel 2011 e l'1,3% nel 2012). Mentre l'inflazione, dopo una fiammata al 3%, rimarrà sopra l'obiettivo del 2% nei prossimi mesi, ma «calerà nel 2012» (all'1,7%), mentre i rischi «sono bilanciati».

Comunque sia, dopo aver «valutato i pro e i contro», Trichet ha spiegato che i 23 membri del Consiglio direttivo hanno deciso «in consenso», vale a dire a larga maggioranza, ma senza arrivare alla conta del voto, sia i provvedimenti straordinari, sia la decisione sui tassi. Quest'ultima ricadrà dal primo novembre sotto la presidenza di Mario Draghi, attuale governatore di Bankitalia, il quale secondo Trichet «non ha bisogno del mio consiglio».

Ma prima di lasciare l'incarico, alla fine di ottobre, Trichet ha lanciato un'ultima bacchettata anche all'Italia. Tornando a negare che «il messaggio» inviato all'Italia sia stato un «negoziato», ha ribadito che ci sono delle decisioni che sono state prese dal governo italiano «in linea di principio e altre che sono state applicate». Ovviamente, ha proseguito il banchiere francese, si tratta di «lavori in corso», e «ci sono molte altre misure da prendere». Mentre la Bce «insiste molto sulle riforme strutturali e sull'aumento del potenziale di crescita, sia dell'area euro che di ogni singola economia nazionale».

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