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«Piano nazionale per Internet veloce Vodafone pronta a lavorare con Enel»

«Il piano Enel di sostituzione dei contatori digitali e i contributi pubblici messi a disposizione dal governo per la rete in fibra ottica nelle aree a fallimento di mercato è un‘occasione unica e irripetibile per vincere la partita della digitalizzazione del Paese». Di questo è convinto Aldo Bisio, amministratore delegato di Vodafone Italia. E aggiunge: «I fondi pubblici disponibili per la rete in fibra ottica, 2,2 miliardi di euro, dovrebbero essere valorizzati attraverso un veicolo che faccia da capofila degli investimenti pubblici e privati, evitando di farne contributi a fondo perduto. È il modo migliore per raccogliere altri capitali forniti dagli operatori di telecomunicazioni e da investitori finanziari. L’effetto leva sarebbe formidabile, moltiplicando le risorse disponibili. Noi siamo pronti a partecipare ad un piano di respiro nazionale con Enel come punto di riferimento».
Con quali vantaggi?
«Dimezzare i costi e i tempi di realizzazione di una grande rete nazionale in fibra ottica portata fino alle case dei cittadini, facendo passare l’Italia dalle posizioni di coda ai primi posti in classifica degli indici di digitalizzazione dei Paesi, nella zona Champions, non solo in Europa ma a livello internazionale. L’obiettivo della delibera Cipe (approvata nell’agosto scorso, ndr ), del resto, è accelerare la posa della infrastruttura in fibra e collegare oltre 10 milioni di case, quasi il 50% della popolazione italiana, in zone dove, in assenza di contributi pubblici, non è conveniente per le società di telecomunicazioni investire da sole nella fibra ottica. Per questo serve una alleanza a capitale pubblico-privato per valorizzare l’investimento da parte dello Stato, attrarre ulteriori capitali di rischio di soggetti privati, estendere la copertura del progetto con il ricorso alla leva finanziaria. Questo consentirebbe di valorizzare le risorse dei contribuenti per la realizzazione di una rete a prova di futuro. Noi siamo pronti a partecipare con tutti i player rilevanti che vorranno. Con il ruolo di Enel, l’Italia ha un match point per vincere la partita della digitalizzazione».
Quali sarebbero gli effetti positivi?
«Simulazioni di alcuni economisti dicono che la copertura del 50% in fibra ottica fino alle case potrebbe portare nei prossimi quattro anni ad un aumento di quasi quatto punti del prodotto interno lordo pari a 70-80 miliardi, con un effetto sull’occupazione di 700 mila posti di lavoro».
A che punto è, invece, la vostra collaborazione con Metroweb? Rispetterete la scadenza del 31 ottobre prevista dalla lettera d’intenti che avete firmato nel maggio scorso?
«La collaborazione con Metroweb riguarda le aree ad alta intensità di competizione. Abbiamo un accordo di partnership con cui è stata portata la fibra fino alle case con velocità a 300 megabit al secondo nelle città di Milano e Bologna, dove abbiamo coperto quasi l’80% delle abitazioni, avviando la stessa operazione a Torino. È stata firmata, inoltre, una lettera di intenti con Wind, F21 e il Fondo strategico italiano della Cdp per coprire le principali città italiane. Il piano è pronto da qualche settimana e attendiamo le decisioni degli azionisti di Metroweb».
Scusi, ma nei giorni scorsi F2i e Fsi hanno riaperto la partita con Telecom , che era rimasta esclusa. Come si conciliano le due iniziative?
«Non tocca a me rispondere».
L’apertura verso Telecom non è in contraddizione con gli impegni presi con Vodafone e Wind?
«Le lettere che abbiamo firmato non sono vincolanti, né stabiliscono esclusive».
Un anno fa avete annunciato investimenti di 3,6 miliardi nella rete 4G e nella fibra ottica. A che punto siete?
«Siamo molto vicini al completamento del piano, in anticipo sulla tabella di marcia. La rete 4G copre già il 92 per cento della popolazione italiana e arriveremo al traguardo del 95 per cento in gennaio. E’ stato un grande sforzo che mette l’Italia al primo posto in Europa nei Paesi dov’è presente il gruppo Vodafone, davanti a Spagna e Germania. Nella fibra abbiamo installato 13 mila armadi (l’ultimo snodo di collegamento prima dell’entrata dei cavi nelle case, ndr) e il nostro servizio in fibra è disponibile in 137 città».

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