Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Il piano Mps: aumento da 5 miliardi e intervento di Atlante sulle sofferenze  

La vendita di crediti problematici (Npl) per un controvalore netto di quasi 10 miliardi di euro e un conseguente, ravvicinato, aumento di capitale da 5 miliardi. La salvezza del Monte dei Paschi di Siena passa attraverso la soddisfazione di questi due requisiti. Un’operazione monstre che è stata presentata ieri alla Bce, ma finalmente un piano chiaro, incisivo, in grado di portare in sicurezza la più antica banca al mondo.

Il dettaglio è stato presentato a Francoforte, che dovrà accendere il semaforo verde prima del consiglio di amministrazione di Mps che venerdì approverà i conti della semestrale e, nel caso, l’intera operazione. In ballo la vendita di 9,6 miliardi di sofferenze nette — circa 27 miliardi lordi su 47 totali — da cedere con una cartolarizzazione al fondo Atlante, prima di dare vita a un aumento che rappresenta circa sei volte l’attuale valore di Borsa del Monte (837 milioni).

A tre giorni dalla prossima pubblicazione dei risultati degli stress test, che vedono Mps unica banca italiana uscire penalizzata dalle simulazioni dell’Eba, si delinea una soluzione definitiva ai problemi accumulati dal Monte nel corso dell’ultimo decennio. Il taglio di oltre metà degli Npl in portafoglio, con una consistente iniezione di finanza fresca sono le basi di una ripartenza che, per Mps, non sembra comunque poter prescindere anche da un partner finanziario. Tutti guardano a Ubi, ma anche ieri nulla è trapelato dalla riunione del consiglio di gestione.

Così ora l’attenzione si sposta su Atlante, il fondo privato che dovrà farsi carico di acquisire le sofferenze in portafoglio a Siena. Atlante lunedì ha raccolto il via libera da parte delle casse dell’Adepp per 500 milioni. Altrettanti ne arriveranno dalla Sga (Banco Napoli) . Le Assicurazioni Generali stanno valutando un intervento per 150 milioni di euro, Unipol potrebbe arrivare a 80. A questo punto dovrebbero entrare in campo le banche, certamente le due più grandi, Intesa Sanpaolo e Unicredit. Entrambe si sono impegnate nella prima tranche di Atlante con 845 milioni, ma solo poco più di 600 milioni sembrano essere stati conferiti al fondo. Ora sarebbe arrivato il momento di colmare il gap tra sottoscritto e versato, portando a circa 400 milioni la nuova finanza in arrivo dalle big del credito. Con gli 1,2 miliardi già in cassa ad Atlante si arriva a 2,83 miliardi, il necessario per disinnescare la bomba-Mps. Ma sia le due banche che le big delle polizze subordinano l’intervento all’ok della Bce, al fatto cioè che la soluzione studiata da Fabrizio Viola con gli advisor Mediobanca e JPMorgan possa essere definitiva.

Siena ora è attesa alla prova dei fatti. Ieri in Borsa il titolo ha toccato il minimo a 26,1 centesimi prima di risalire a 29,75. Poco scambiato nell’After hours a 28,22 (-1,23%). Sono giorni febbrili. Venerdì potrebbe essere pronto anche il consorzio di garanzia sull’aumento: oltre agli advisor dovrebbero esserci Morgan Stanley, Goldman Sachs e Bofa-Merrill Lynch.

Stefano Righi

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

In anticipo su alcuni aspetti, ad esempio lo smaltimento dei crediti in difficoltà; in ritardo su a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le materie prime – soprattutto l’oro e il petrolio – sono tornate a regalare soddisfazioni all...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Apprezzamento unanime» per i dati di bilancio e conferma del sostegno all'amministratore delegato...

Oggi sulla stampa