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Piano di Macron da 8 miliardi per salvare la filiera dell’auto

PARIGI — «Un piano per garantire la nostra sovranità industriale». Emmanuel Macron presenta così l’intervento “massiccio” dello Stato per aiutare la disastrata filiera dell’automobile, con un mercato interno crollato del 90% ad aprile e oltre 250 mila lavoratori in cassa integrazione. Macron mette in campo 8 miliardi di euro di cui una parte, ha precisato, potrebbero essere finanziati dal Recovery Fund e dal Green Deal in discussione a Bruxelles.
L’obiettivo più immediato del governo è rilanciare le vendite nei concessionari per smaltire una parte dei 400 mila veicoli invenduti durante il lockdown. «Una situazione del genere non si era mai verificata prima», ha sottolineato Macron. L’esecutivo ha rimodulato gli incentivi alla rottamazione da 3 a 5 mila euro a partire dall’1 giugno. Il leader francese, che ha illustrato le misure dallo stabilimento di Valéo nel nord, ha aumentato gli ecobonus per l’acquisto di veicoli elettrici, da 6 a 7 mila euro per i clienti privati, da 3 a 5 mila euro per le imprese, e di 2 mila euro per i veicoli ibridi. Macron ha quindi annunciato anche la creazione di 100 mila colonnine di ricarica entro il 2021.
«Nessun altro paese europeo fa uno sforzo simile per promuovere l’acquisto auto elettriche», ha sottolineato il leader francese criticato invece dai gruppi ambientalisti per aver allargato gli incentivi alla rottamazione all’acquisto di auto nuove o usate a motore termico. Una scelta inevitabile nel breve periodo, rispondono nell’esecutivo, per dare liquidità ai costruttori in un momento in cui le scorte di invenduti sono costituite al 52% da veicoli diesel, al 44% a benzina e solo al 4% con batteria.
Il leader ha insistito sulla svolta verde con l’obiettivo di produrre in Francia 1 milione di veicoli “puliti” entro il 2025. Per gli investimenti nella transizione ecologica della filiera sarà costituito un fondo di 600 milioni di euro, a cui parteciperanno anche Renault e Psa. In cambio del piano di aiuti dello Stato, i due costruttori nazionali si sono impegnati ad aumentare la produzione francese di veicoli “puliti”. Nel caso di Psa si parla di 130 mila macchine entro il 2021, tra cui la produzione della 3800 a Sochaux, nello storico quartier generale della famiglia Peugeot. «E’ un segno di fiducia nel made in France» ha ribadito Macron che ieri ha incontrato il ceo di Psa, Carlos Tavares, e il presidente di Renault, Jean-Dominique Sénard.
Sénard ha confermato l’impegno a quadruplicare la produzione francese di veicoli elettrici entro il 2022 e la partecipazione al consorzio europeo di produzione di batterie elettriche insieme a Psa e Total tramite la filiale Saft. Il salvataggio di Renault costituisce da solo 5 degli 8 miliardi messi in campo dallo Stato, attraverso un prestito garantito. Macron ha insistito sulla necessità di mantenere i livelli occupazionali. La situazione è però esplosiva all’ex Régie Nationale che venerdì presenterà un piano di tagli per un valore – secondo indiscrezioni – di 2 miliardi e con oltre 5mila esuberi entro il 2024.

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