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Piano Italia per l’Ue: più crescita e lavoro «L’alto debito pubblico? Sostenibile»

Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha anticipato il programma del semestre di presidenza italiana dell’Ue, che punta sulla crescita e l’occupazione usando maggiore flessibilità nei vincoli di bilancio. «A Bruxelles il dibattito su come spingere la crescita in Europa sta finalmente iniziando», ha comunicato all’Eurogruppo dei 18 ministri finanziari Padoan, che oggi presiede per la prima volta l’Ecofin con 28 membri. 
Il presidente francese, il socialista François Hollande, principale alleato dell’Italia, da Parigi ha ribadito l’importanza di rispettare i vincoli di bilancio, ma anche di utilizzare «tutti i margini, tutte le flessibilità per chi è impegnato nelle riforme».
L’obiettivo italo-francese è rendere concreto l’impegno generico, concordato dai capi di governo nel summit a Ypres/Bruxelles, di «fare l’uso migliore della flessibilità» all’interno delle regole del patto di Stabilità e di crescita. Ma all’Eurogruppo il fronte del rigore finanziario, ispirato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, frena. «Vogliamo fare di più per avere più investimenti e crescita — ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble —. Ma questo non deve essere un pretesto o una scappatoia per non fare quello che ci serve». Il presidente dell’Eurogruppo, l’olandese Jeroen Dijsselbloem, ha ribadito — in sintonia con la Bundesbank di Francoforte — che «non bisogna solo parlare di riforme, ma occorre farle» perché solo successivamente si può avere «più tempo» nei vincoli di bilancio.
Padoan ha sostenuto che c’è «un generale accordo» sulla priorità della presidenza italiana di rilanciare la crescita e l’occupazione puntando su «tre pilastri: riforme strutturali, investimenti per la crescita, più integrazione del mercato interno». Ma ha ammesso che «c’è divergenza di vedute su quale tipo di misure sono necessarie». Intende partire dall’Ecofin di oggi per concordare «raccomandazioni di politica economica strutturale più efficienti, con maggiori risultati in termini di crescita e posti di lavoro».
Padoan ha respinto le voci sulle difficoltà dei conti pubblici italiani soprattutto in relazione all’altissimo debito pubblico. «Le nostre finanze pubbliche sono tra le più sostenibili dell’Ue — ha affermato —. Questo non lo dico io, ma la Commissione». In particolare sulla dinamica del debito ha precisato che, rispetto ai tre parametri di riferimento (sforzo fiscale, tasso d’interesse e crescita): «Lo sforzo fiscale italiano, il surplus primario, è il più alto d’Europa assieme a quello tedesco. I tassi d’interesse sono scesi. La crescita nominale è ancora insoddisfacente, ma anche con bassa crescita la sostenibilità del debito è fuori discussione».
Nell’Eurogruppo è stato valutato il taglio del cuneo fiscale in Italia e in altri Paesi con i relativi impatti sul bilancio dello Stato e sul mercato del lavoro. Padoan ha spiegato le recenti misure del suo governo «che tagliano il cuneo, sia dal lato del reddito disponibile delle famiglie che dal lato delle imposte delle imprese». E ha affermato che «il carico fiscale in Italia resta molto elevato, bisogna farlo cadere compatibilmente con gli spazi di bilancio che il Paese ha a disposizione».

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