Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Piano immobiliare Telecom investimento da 300 milioni a Roma la “cittadella Tim”

Un primo trimestre con il segno meno per Telecom Italia, con utili, ricavi e margini in calo, anche se la flessione è «minore rispetto ai trimestri precedenti». E la partita Metroweb considerata ormai chiusa. Sarà anche per questo, per riscattare un periodo poco brillante e allo stesso tempo rilanciare brand e organizzazione interna, che Telecom Italia pensa di tornare da protagonista nel mercato immobiliare. Secondo fonti finanziarie, sarebbe pronto un piano da 300 milioni di investimenti in due-tre anni per riqualificare una cinquantina di sedi in dieci città italiane, a partire da Roma e Milano, coinvolgendo circa 30 mila dipendenti.

Un piano che si affianca alla rinegoziazione dei contratti di locazione in essere (due terzi in capo a fondi), all’abbandono di immobili meno funzionali, all’acquisto diretto di una decina ritenuti strategici e oggi affittati. E soprattutto alla nascita del primo quartier generale di Telecom Italia da oltre 5 mila dipendenti entro 12-18 mesi, a sorpresa nelle torri dell’Eur di Roma, quelle di fronte alla nuvola di Fuksas, già sede del ministero delle Finanze, da anni abbandonate e ridotte a scheletri urbani, forse ribattezzate Torri Tim. Più l’edificio non distante in via dell’Arte (ex sede Imi), preso in affitto. Il piano, ormai messo a punto nei dettagli, è stato presentato ieri al Cda di Telecom a Milano. E dovrebbe procedere spedito, visto che la Cassa depositi e prestiti ha da poco rilevato la restante quota del 50% della società veicolo Alfiere spa, proprietaria delle torri (creata da Fintecna), da dieci anni in mano a un gruppo di costruttori, dai fratelli Toti a Caputi e Armellini, passando per Unipol (ex investimento dei Ligresti) e la Astrim di Alfio Marchini (che però ne è uscito quando si è candidato). Quota del 50% che ora finirebbe nel portafoglio Telecom, paritaria rispetto a quella di Cdp immobiliare.
I conti, dunque. La prima trimestrale dell’anno si chiude con ricavi per 5,1 miliardi (-2,6% sull’analogo trimestre del 2014), un ebidta oltre i due miliardi (-7,7%) e un utile netto precipitato a 80 milioni dai 222 milioni dell’anno scorso, ma al netto di operazioni finanziarie (riacquisto obbligazioni proprie e bond convertibile) «si sarebbe attestato sopra 300 milioni», precisa la società. Gli investimenti nel trimestre sono stati pari a circa un miliardo di euro, con impegni maggiori sia in Brasile che in patria: la rete in fibra ottica ora raggiunge il 32% degli italiani (più di 140 città) e la rete mobile 4G Lte oltre l’80%. Il caso Metroweb — ieri l’informativa è stata portata in Cda — è invece considerato chiuso, visto che non sono arrivate controproposte da parte del Fondo strategico.
Il “piano 10 città” dovrebbe arrivare in questo contesto. Al momento, Telecom Italia si avvale di 11.200 immobili, di cui solo 5 mila di proprietà (piccole centraline). Per il resto, affitti. La cittadella di Roma, unica nel suo genere, avrebbe il compito di rilanciare il brand, ma anche di riqualificare un punto di Roma strategico, seppur abbandonato. Con la nuvola di Fuksas incompiuta, la Lama (l’albergo adiacente) inservibile con affaccio sulle tre torri da 17 piani (Beirut le chiamano i romani) vista laghetto, sventrate senza tramezzi e finestre, destinate ad essere abbattute per diventare la casa di vetro di Renzo Piano. Progetto prima approvato, poi tramontato nel 2012 dopo sette anni di rimpalli.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Pasticcio di golden power alla parmigiana. La Consob ha sospeso, dal 22 gennaio e per massimi 15 gio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il progetto di integrazione di Stellantis prosegue a marcia spedita. Dopo la maxi cedola di 2,9 mili...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Entra nel vivo la stagione dei conti societari a Wall Street con la pubblicazione, tra oggi e domani...

Oggi sulla stampa