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Piano giovani, si parte dalle Regioni

Regioni in campo per il lavoro dei giovani, con l’offerta di corsi di formazione, voucher e incentivi alle start up. In attesa che il piano italiano per la Youth guarantee, dopo l’esame di Bruxelles, venga messo in atto a partire da gennaio (in palio una dote per il biennio 2014-2015 di circa 1,5 miliardi tra fondi europei e cofinanziamento nazionale), sul territorio sono state varate misure che potrebbero essere un modello per la ricetta nazionale.
La Lombardia, ad esempio, punta sulla dote unica: chi entra in contatto con i servizi per l’impiego ha diritto a un pacchetto di servizi ad hoc per il proprio inserimento lavorativo. Servizi che possono essere proposti da centri per l’impiego o agenzie private, senza distinzioni, e sono pagati dalla Regione (attraverso il voucher) soltanto se il risultato viene raggiunto, sulla base di costi standardizzati e predefiniti. Le prime analisi statistiche sono positive: dal 21 ottobre, data di partenza della dote, nel giro di un mese sono state prese in carico 3.400 persone e un altro migliaio sta definendo un piano di intervento specializzato.
Nel Lazio, invece, sono state messe in campo misure che spaziano dal sostegno dell’occupazione giovanile alla creazione d’impresa, senza dimenticare i tirocini e la stabilizzazione dei lavoratori precari.
Altra sperimentazione è quella della Provincia di Trento, dove viene riconosciuto il reddito di qualificazione, un’indennità destinata ai giovani con meno di 36 anni, che, d’intesa con il datore di lavoro, sospendono o riducono di almeno il 50% l’attività lavorativa per riprendere gli studi.
Le categorie destinatarie delle misure di sostegno variano per territorio: gli over 55 nella Provincia di Bolzano, gli under 35 in Emilia Romagna, le donne over 40 e i disoccupati ultracinquantenni in Toscana, e così via. E nei cataloghi regionali non mancano i corsi di riqualificazione diretti a chi ha perso un impiego: è il caso delle Marche dove particolare attenzione è diretta ai dipendenti coinvolti da crisi aziendali, mentre la Campania ha messo a punto un range di circa 400 iniziative di formazione in tutti i settori professionali.
Tra le misure in arrivo a breve, dalla Puglia segnalano un nuovo bando per le start up avviate da giovani, donne, o disoccupati “svantaggiati”, che agevolerà programmi d’investimento compresi in un range tra 5mila e 150mila euro. In Liguria, invece, è in partenza il programma sperimentale per promuovere tirocini e contratti di apprendistato che punta a favorire l’ingresso nel mercato del lavoro di un migliaio di giovani con meno di 35 anni.
A gennaio, poi, in molte Regioni partiranno i piani per incentivare la staffetta generazionale, attraverso il riconoscimento di “bonus” per le aziende dove lavoratori senior trasformano il contratto in part-time e c’è il contemporaneo ingresso di junior alle prime armi.
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