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Piano franco-tedesco per Atene governo sotto tutela e conti vincolati

ROMA — Atene finisce sotto tutela. Adesso spunta un piano franco-tedesco per affiancare al governo greco una task-force di esperti stranieri. Si parla anche di istituire un conto vincolato su cui i partner Ue verserebbero gli aiuti. E’ una sorta di commissariamento del Paese; un modo per spingere le autorità locali a fare scelte di rigore e a rispettarle. Secondo i suoi ideatori però è una via per aiutare la Grecia a recuperare la fiducia degli investitori. Le indiscrezioni, pubblicate dal Financial Times, trovano diverse conferme tra le fonti Ue con alcune precisazioni. Per esempio che di questo team farebbero parte solo gli esperti che già adesso sono alle prese con i conti del Paese; che, nella squadra, verrebbero inseriti pure consulenti greci; che la task force non nasce come contropartita per gli aiuti futuri. Di fatto però, se vedrà la luce, dovrà vigilare su tutto: dal fisco alla lotta alla corruzione, dai programmi di spesa all’utilizzo dei fondi strutturali .
Comunque, le fonti giurano che il piano franco-tedesco mira a «sostenere la Grecia» nella difficile situazione in cui si trova, col governo che fatica a individuare i nuovi tagli da 13,2 miliardi di euro e il tanto atteso accordo con la troika che non arriva. Il premier Samaras, per la verità, assicura che procederà nel rigore, nonostante la forte opposizione interna. Giusto ieri il gruppo parlamentare della Sinistra Democratica di Fotis Kouvelis, ha confermato il suo no alle correzioni concordate con la troika sulla riforma del mercato del lavoro.
A Bruxelles, l’Euro Working Group (Ewg) cerca di raggiungere un accordo “globale” sui problemi di Atene per discuterne al prossimo Eurogruppo. Al momento però, secondo numerose fonti, la troika non avrebbe ancora sciolto le sue riserve né sulla richiesta di una proroga di due anni al risanamento, né sui fondi.
La vicenda Grecia agita i mercati Ue che chiudono contrastati. La Borsa di Milano, la peggiore, lascia sul campo l’1,13%, trascinata dal calo del comparto bancario. Lo spread resta stabile a quota 328. Quello spagnolo invece è a 403. Per la prima volta da sei mesi i depositi bancari in Spagna sono in risalita. Il Banco de Espana obbliga i manager di Bankia, l’istituto-simbolo del disastro immobiliare del Paese, a restituire i bonus intascati nel 2011.

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