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Piano europeo per evitare il black-out da eclissi

C’è chi venerdì mattina tiferà per la pioggia o almeno un cielo coperto. Da quasi un anno Terna e gli altri gestori di rete elettrica europei si stanno preparando all’eclissi solare del 20 marzo per evitare che insieme al sole si spengano anche parecchie lampadine. Il mondo è cambiato: nel 1999 quando ci fu un evento simile, gli impianti fotovoltaici rappresentavano lo 0,1% dell’energia elettrica prodotta, quota ora cento volte superiore. Se venerdì il cielo fosse terso, l’oscuramento del sole farebbe sparire circa 30.000-35.000 MW in tutto il continente con conseguente rischio blackout. È come se si spegnessero 30 centrali nucleari.
«Uno dei problemi è la velocità — spiega Pier Francesco Zanuzzi direttore dispacciamento nazionale di Terna — rispetto ad una normale alba o tramonto, l’illuminazione solare cambierà 4 volte più velocemente». Il che significa che a fine mattinata l’equivalente delle 30 centrali nucleari rientrerebbe di colpo in linea. La strategia europea sarà quella di anticipare gli effetti dell’eclissi anziché cercare di compensarli. Innanzitutto gli operatori di rete hanno stimato quale sarà l’apporto mancante delle rinnovabili in quelle ore. Guida la Germania (stimata perdita di 17 mila MW) poi l’Italia (7 mila MW), Francia (poco più di 2 mila MW), Belgio e Spagna (entrambe con circa 1.700 MW). Va ricordato che in situazione normale queste fonti “non programmabili” hanno la precedenza su tutto il resto, significa che chi usa sole e vento produce sempre al massimo delle possibilità e le centrali tradizionali vengono chiamate a completare l’offerta. Venerdì sarà meno vero, proprio perché una centrale a gas o a carbone ha bisogno di ore per entrare a regime, saranno chiamate a produrre prima, anche l’eolico potrebbe essere contingentato in modo da rendere tutto molto più prevedibile.
L’Italia, ha 19mila Mw installati, al massimo se ne utilizzano 14 mila, durante le ore dell’eclissi (dalla 9 alle 13) non si andrà oltre gli 8000-9000 Mw. È probabile che in questo frangente un po’ di energia verde andrà sprecata in nome della stabilità. «Dopo mesi di studio — sottolineaZanuzzi — ci sentiamo di escludere disservizi agli utenti, anche se sarà decisivo il coordinamento in tutta Europa, perché gli effetti saranno diversi nelle varie zone e nei vari momenti». Un’ulteriore complicazione è data dal fatto che l’oscuramento del sole sarà più forte (all’80%) in Germania dove sono anche installati il 50% di tutti i pannelli del continente, creando “un buco” che gli altri Paesi dovranno contribuire a compensare. Domani i tecnici dell’Entso-E, l’Associazione dei Gestori di rete europei, completeranno le ultime analisi, soprattutto per capire le condizioni meteo. Se venerdì mattina il cielo fosse coperto la quota da solare dell’offerta giornaliera sarebbe ridotta e quindi “il buco” da coprire a causa dell’eclissi diventerebbe gestibile. Questo significherebbe rovinare l’evento a milioni di appassionati, ma almeno darebbe tempo per prepararsi al prossimo appuntamento del 2027.
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