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Piano di Draghi da 248 miliardi Aiuti ai giovani per la prima casa

Con un decreto, «di imminente approvazione» il governo concederà un importante aiuto ai giovani che vogliono comprare casa col mutuo. «Sarà possibile non pagare un anticipo, grazie all’introduzione di una garanzia statale». Il mutuo cioè potrà arrivare fino al 100%. Lo ha annunciato il premier Mario Draghi presentando alla Camera il Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) che sarà inviato a Bruxelles per ottenere i 191,5 miliardi destinati all’Italia fino al 2026. La facilitazione sul mutuo è rappresentativa dell’attenzione che il Piano dedica ai giovani, una delle chiavi per il rilancio del Paese, insieme alla promozione della condizione femminile. Nel testo, come chiesto dal Pd, è prevista anche una clausola per «condizionare l’esecuzione dei progetti all’assunzione di giovani e donne».

Per «umanizzare» il documento Draghi ha fatto riferimento alle «vite degli italiani», il cui futuro dipende dal successo del Pnrr e delle altre risorse che lo accompagnano: 30,6 miliardi del Fondo complementare e 26 per altre opere. In tutto, «potremo disporre di circa 248 miliardi», senza contare i 13 miliardi del ReactEu 2021-23.

Le prime due voci di spesa (mettendo insieme Pnrr e Fondo) sono la «Transizione verde» (40%) e la «Digitalizzazione» (27%). Le altre 4 missioni sono: infrastrutture, istruzione, inclusione e salute. Il Sud assorbirà il 40% delle risorse. Per il successo del Piano, ha detto Draghi, serviranno le riforme. Tra gli obiettivi, il taglio dei tempi dei processi del 40% per il civile e del 25% per il penale. Sul Superbonus del 110% per le ristrutturazioni Draghi ha detto che non sono stati tagliati i 18 miliardi che coprono fino alla fine del 2022, aggiungendo l’impegno a prorogare lo sgravio per il 2023 con la prossima legge di Bilancio, ma «tenendo conto dei dati relativi alla sua applicazione». Così, replicano delusi i 5 Stelle, la misura rischia «il binario morto». Il premier ha chiuso il discorso con un «appello allo spirito repubblicano» per la riuscita del Piano: «L’onestà, l’intelligenza, il gusto del futuro prevarranno sulla corruzione, la stupidità, gli interessi costituiti». Fdi, con Lollobrigida, accusa Draghi di aver concordato il Pnrr con l’Ue anziché col Parlamento e Leu, con Fratoianni, dice che è «inaccettabile discutere a scatola chiusa». Meloni (FdI): «Draghi dovrebbe venire incontro a chi certe cose le chiedeva anche a Conte». Oggi replica al Senato e voto. Prossima settimana il decreto Sostegni bis, con la misura sui mutui e forse un nuovo stop alle cartelle esattoriali.

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