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Piano di emergenza Alitalia: tagli a personale, stipendi e aerei

Il piano di emergenza stand alone preparato da Gabriele Del Torchio, è quasi pronto e prevede nuovi sacrifici per tutti i dipendenti. Martedì prossimo l’amministratore delegato di Alitalia porterà in cda un dossier pieno zeppo di tagli e risparmi che sulla carta arrivano a quasi 100milioni di euro complessivi.
Se, come le ultime indicazioni provenienti da Parigi lasciano intuire, Air France dovesse dare l’addio a Roma, rinunciando alla partecipazione all’aumento di capitale e diluendo la propria quota fino al 6% (e non all’11% come supposto, secondo quanto è riportato in uno studio di Credit Suisse), il piano si trasformerebbe in un manuale di sopravvivenza solitaria.
La ristrutturazione servirebbe a imprimere un colpo di reni — momentaneo — al vettore, che rimarrebbe operativo fino ad una incorporazione in una compagnia straniera. Il cui nome non sembra ancora scritto sull’agenda di Del Torchio, a parte i soliti noti Aeroflot e Etihad che non sembrano però pronti ad entrare in gioco. Ma in alternativa resta aperto uno spiraglio: la fusione con Air France-Klm potrebbe trovare un nuovo rilancio a sorpresa proprio sulla spinta di un nuovo piano industriale lacrime e sangue. Le indicazioni contenute nel documento ancora riservato, puntano ad un mix di riduzione del numero di aerei impiegati e alla messa in cassa integrazione per 1.100 dipendenti più la dolorosa chiusura di altrettanti contratti atempo determinato, molti dei quali avviati da diversi anni e oggi sacrificati sull’altare di una crisi pesantissima: le tabelle indicano circa 260 piloti in meno, una riduzione di 420 assistenti di volo e 450 impiegati. In arrivo, per quasi tutte le figure professionali che resteranno al proprio posto, anche la proposta di una riduzione secca del 20% dello stipendio. Gli unici a non subire sforbiciate allo stipendio saranno i dipendenti che oggi percepiscono una retribuzione inferiore ai 40 mila euro annui.
Ad eccezione di operai e impiegati, tutti gli altri, compresi piloti, assistenti di volo, quadri o dirigenti di seconda fascia, saranno colpiti dalla riduzione pari ad unquinto della retribuzione attuale e non sono escluse per i manager di fascia alta nuovi tagli e uscite dettate da una possibile riorganizzazione interna. Nel mirino ci sarebbero anche altri benefit concessi fino ad oggi ad alcune tipologie di dipendenti.
Questo progetto, che martedì prossimo otterrà il probabile via libera dei consiglieri, arriva nel momento più delicato di tutta la storia di Alitalia Cai, società nata dalle ceneri di Alitalia Lai nel 2008. Giovedì prossimo scadono i termini per la sottoscrizione dell’aumento di capitale da 300 milioni di euro che Air France non sembra voler onorare nelle condizioni attuali o in mancanza di una forte ristrutturazione del debito e tagli ai costi pari al 20%. Una strada che forse col nuovo piano potrebbe riaprirsi se i transalpini giudicheranno il progetto di Del Torchio sufficientemente “grintoso”. Ma i sindacati da giorni sono in fibrillazione e esigono un incontro con i vertici di Alitalia per conoscere i termini della ristrutturazione mentre il leader della Uil Luigi Angeletti chiede in queste ore «un piano industriale non provvisorio che, al di là degli assetti societari, dia certezze per il futuro e metta in campo più rotte di lungo raggio».
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