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Il piano della fusione Psa-Fca, l’ora del confronto

 

MILANO Sarà il primo test con i sindacati dopo la firma del memorandum che prelude alla fusione tra Fiat-Chrysler e i francesi di Psa. Un momento di confronto, oggi, tra l’azienda e i confederali, a partire dalle 14 a Mirafiori. Attesissimo perché siamo entrati in una nuova era, in cui le coordinate di sviluppo e le strategie industriali cambieranno radicalmente ora che è appena cominciato il percorso d’integrazione del quarto gruppo globale dell’auto, con la testa pensante tra Torino, Parigi e Detroit e la sede legale ad Amsterdam. Primo nodo da sciogliere: la conferma del piano di investimenti sull’ibrido e sull’elettrico da 5 miliardi annunciato da Fiat-Chrysler prima della fusione. Sia Marco Bentivogli (Fim-Cisl), sia Rocco Palombella (Uilm) rilevano la necessità di una rassicurazione su questo tema. Anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino, ne ha parlato con Pietro Gorlier, capo Emea di Fca che le avrebbe dato «garanzie sulla tutela dei livelli occupazionali».

Secondo nodo: i metalmeccanici chiedono la piena occupazione nel 2023. Con il lancio di nuovi modelli e la scommessa dell’elettrico, su cui però i francesi di Psa sono avanti nel percorso essendo già dotati di due piattaforme per la produzione dei veicoli, anche ibridi. Piattaforme che dovrebbero essere implementate anche negli stabilimenti italiani per un totale, a regime, di 3 milioni di autovetture. Terzo nodo: la transizione di 12-15 mesi. Come avverrà? La ricalibratura della produzione nella variegata galassia di impianti dei due gruppi in Europa. Con gli interrogativi sulla motoristica e sul segmento B, le auto utilitarie ora in odore di sovrapposizione.

Altri due punti non irrilevanti, non oggetto però del confronto con i sindacati: l’analisi della Commissione Ue sulla soglia di fatturato. Congiuntamente in Europa Fca e Psa detengono una quota del 21%, inferiore a quella di Volkswagen. Secondo: lo scorporo di Comau, il gioiellino della robotica di Fca, avverrà al termine dell’integrazione. La sua valorizzazione andrà anche ai soci francesi, la famiglia Peugeot e il governo. Una compensazione per l’extra dividendo agli azionisti di Fca, tra cui Exor, holding degli Agnelli.

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