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«Piano crescita con la liquidità Bce»

Per agganciare al meglio il treno del «quantitative easing» da 60 miliardi al mese lanciato dalla Bce, occorre per l’Italia una sorta di piano per la crescita, che contenga anche «misure aggiuntive», cui attribuire un effetto moltiplicatore della liquidità in arrivo da Francoforte. Tra queste, la norma prevista inizialmente nella bozza del decreto sull’«investment compact», poi espunta dal testo inviato alla firma del presidente supplente della Repubblica, Pietro Grasso, e che ora verrebbe riproposta. In primo piano l’estensione del Fondo centrale di garanzia ai titoli Abs (Asset backed securities). In sostanza titoli derivati da cartolarizzazione che abbiano ad oggetto crediti nei confronti delle piccole e medie imprese.
La tesi che il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan espone al termine dell’Ecofin a Bruxelles è che ora, anche in previsione della nuova flessibilità Ue, va azionato il “turbo” alle riforme. Il momento è propizio, per effetto di una serie di elementi esogeni concomitanti: il calo del prezzo del petrolio, il deprezzamento dell’euro, la liquidità Bce. «In questa finestra di opportunità l’impatto delle riforme è più efficace».
Di certo l’intervento della Bce allontana il rischio di deflazione. «È il momento di accelerare e aumentare le possibilità di crescita e lavoro. Abbiamo ritardi strutturali da vent’anni», osserva in un’intervista a SkyTg24. Il taglio delle tasse aiuta il QE? «Allora noi saremmo in prima linea, perché per il governo la riduzione della pressione fiscale è al centro della politica di bilancio».
Quanto all’eventualità che la Commissione Ue apra una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia per debito eccessivo, Padoan si dice certo che qualora Bruxelles, anche sulla base della ricognizione in atto a Roma da parte della task force di tecnici della Commissione e della Bce, inviasse al governo un rapporto sul debito, il testo chiuderebbe con la dicitura «è sostenibile. Il fatto che si metta a punto un rapporto sul debito non implica una procedura». Del resto – sottolinea Padoan – è la stessa Commissione a rimarcare che il debito italiano «è tra i più sostenibili anche grazie al ripetuto rafforzamento del sistema pensionistico».
In mattinata, prima dell’avvio dei lavori dell’Ecofin Padoan è intervenuto con il ministro dell’Economia tedesco Wolfgang Schäuble presso la commissione Affari economici e monetari dal Parlamento europeo. L’Italia «rispetta le regole meglio di altri», osserva in replica alle critiche rivolte al nostro paese. L’invito è a «leggere i numeri. So che c’è la percezione che l’Italia violi le norme. La realtà è che siamo entro il braccio preventivo della governance economica. Stiamo facendo riforme strutturali che rafforzano la sostenibilità della finanza pubblica». Al momento, per effetto delle «circostanze eccezionali» (in sostanza la recessione in atto da un triennio), il debito continua a salire. «Ma dal 2016 inizierà la discesa, anche grazie al quadro macroeconomico più favorevole». Quanto al giudizio della Commissione atteso per marzo, Padoan si dichiara fiducioso «che non vi saranno richieste di ulteriori aggiustamenti».
Una sua possibile ascesa al Colle? «È un onore se qualcuno mi considera per questa carica, ma ricordo che sono ministro dell’Economia e ho già tanto lavoro da fare così». In serata padoan ha partecipato al vertice a Palazzo Chigi con il sottosegretario Graziano Delrio, l’ex ministro Maria Carmela Lanzetta e i rappresentanti della conferenza delle Regioni, guidati da Stefano Caldoro. Sul tavolo, il punto sui risparmi e i tagli alle Regioni.
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