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Piano città, 318 milioni per 28 progetti

Progetti di riqualificazione urbana su 28 città per un finanziamento statale complessivo di 317,5 milioni di euro e un valore di investimenti attivabile stimato dal ministero delle Infrastrutture (un po’ ottimisticamente) in 4,4 miliardi di euro.
Sono i risultati del bando di gara fra Comuni per il Piano città, il programma statale lanciato con l’articolo 12 del decreto Sviluppo di luglio (Dl 83/2012): il bando risale a fine agosto, alla scadenza del 5 ottobre si sono presentati in 457 Comuni, e ieri la Cabina di regia – il nuovo organo misto ministeri-Regioni-Comuni – ha comunicato i risultati della selezione (si veda la tabella qui a fianco e tutti i dettagli su www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com).
«Solo a maggio – ha detto soddisfatto il viceministro Mario Ciaccia, promotore dell’operazione – il Piano era un’idea nata da un convegno». «Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto – ha detto anche Graziano Delrio, presidente Anci –. Complessivamente le proposte rappresentano un parco progetti che vale 18 miliardi e per il quale abbiamo la possibilità di attingere ai prossimi fondi europei».
«Questi progetti – ha detto il ministro dell’Ambiente Corrado Clini – rappresentano un patrimonio acquisito, non sono un episodio, il prossimo Governo ne dovrà tener conto». Clini ha elogiato «la capacità progettuale e di visione» delle iniziative ma nel suo intervento non ha parlato di ulteriori fondi da far convergere sul piano città, anche se ha ricordato che parte dei 470 milioni del Fondo rotativo per l’economia verde e l’occupazione giovanile potranno essere destinati a interventi nelle aree già coinvolte dal Piano città. La circolare attuativa, ha detto Clini, sarà in «Gazzetta Ufficiale» il 25 gennaio.
La Cabina di regia ha lasciato fuori città importanti come Palermo, Brescia, Salerno, La Spezia, Pescara, Parma, Messina, Perugia, Siracusa, Bergamo; e ha premiato invece piccoli centri come Eboli (Sa), Settimo Torinese, Erice (Tp), Foligno (Pg), Lametia Terme (Cz), Pieve Emanuele (Mi). «Abbiamo selezionato solo in base alla qualità dei progetti» spiega Giancarlo Storto, coordinatore tecnico della Cabina di regia.
Tre le categorie di interventi più gettonate, aree industriali dismesse da riqualificare a usi urbani, il recupero di quartieri popolari degradati, un insieme diffuso di interventi pubblici in quartieri periferici o waterfront. Molti gli interventi di edilizia residenziale sociale (social housing). Una sinergia importante è quella con il Fia, il maxi-fondo immobiliare di Cassa depositi e prestiti focalizzato proprio sul social housing, che potrebbe investire nei progetti del Piano città una parte degli 1,4 miliardi di risorse ancora disponibili. Tra le proposte dei Comuni, il Fia ha individuato 13 operazioni, di cui 5 si trovano nelle città “vincitrici” (Roma, Settimo Torinese, Bologna, Venezia e Torino).
«La Cabina di regia è stata una delle chiavi del successo dell’operazione», ha concluso il ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera.
Il valore degli investimenti attivabili sarà tuttavia inferiore ai 4,4 miliardi dichiarati. I fondi assegnati sono quasi sempre meno di quanto richiesto e dunque i progetti dovranno essere rivisti e ridimensionati. E poi gli stessi elaborati inviati dai Comuni prevedono spesso investimenti privati ancora incerti o bloccati per la crisi. I cantieri saranno aperti dalla seconda metà del 2013 e dureranno (secondo i documenti dei Comuni) in media tre-quattro anni.
«Si tratta di un primo passo importante per avviare quel piano di rigenerazione urbana che in Italia manca da 20 anni, ma per finanziarlo integralmente usiamo i 2 miliardi di euro all’anno previsti dai fondi strutturali e Fas per il periodo 2014-2020 destinati alle politiche urbane», ha suggerito il presidente dell’Ance Paolo Buzzetti.

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